Airola. Le opposizioni al Sindaco: dimettiti!
L’opposizione chiede il passo d'addio: tra fondi persi e chiusura del CSM, la maggioranza ha fallito. "Scuse e dimissioni atto dovuto".
Non è più solo uno scontro tra banchi consiliari, ma un vero e proprio atto d’accusa che scuote le fondamenta di Palazzo Montevergine. I consiglieri di minoranza — Abbate, Falzarano, Maltese, Stravino e Supino — hanno rotto gli indugi, firmando un documento al vetriolo che dipinge un quadro desolante della gestione amministrativa guidata dal primo cittadino.
Lo Schiaffo del CSM: la Valle Caudina Perde un Presidio
Il punto di rottura definitivo è la chiusura improvvisa del Centro di Salute Mentale (CSM). Per l’opposizione, il trasferimento del servizio a Puglianello non è un incidente di percorso, ma un fallimento politico che calpesta la dignità di 60.000 cittadini della Valle Caudina.
"Il Sindaco non cerchi di minimizzare con inutili promesse", scrivono i consiglieri, chiedendo atti certi che spieghino perché non si sia provveduto per tempo all'adeguamento dei locali, lasciando che un servizio vitale "scivolasse" verso altri comuni già pronti a riceverlo.
Un Elenco di “Disastri”: dai Fondi Persi all'Emergenza Idrica
La nota dei consiglieri è un lungo cahier de doléances che tocca ogni aspetto della vita pubblica. Ecco i punti caldi della protesta:
Infrastrutture al collasso: Strade urbane e rurali devastate e, soprattutto, l’accusa pesantissima di aver perso ben 3,5 milioni di euro di finanziamenti.
Servizi ai minimi storici: Cittadini senza acqua corrente nelle case, illuminazione pubblica abbandonata e una gestione della nettezza urbana che procede a colpi di proroghe invece di nuovi bandi.
Gestione Opaca: Dubbi sollevati sui fitti dell'area industriale, sulla casa per gli anziani e sulla pubblicazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) sul sito dell'Ente, avvenuta — a detta della minoranza — senza coinvolgere realmente i portatori di interesse.
Socialità Negata: Biblioteche, palestre, teatro e campo sportivo restano indisponibili, privando la comunità di ogni centro di aggregazione.
La Richiesta di Dimissioni
L'attacco si conclude con un invito perentorio. Per i firmatari del documento, il tempo delle scuse è scaduto: l'unica via d'uscita onorevole, di fronte a quella che definiscono una "mancanza di priorità strategica per il benessere dei cittadini", sarebbero le dimissioni.
Al momento si attende la replica della maggioranza, chiamata a rispondere punto su punto a un'accusa che mette a nudo una tensione sociale e politica ormai ai livelli di guardia. La cittadinanza, nel frattempo, resta a guardare un paese che sembra aver smarrito la propria bussola amministrativa.