Airola, dopo l’incendio caldo e niente pioggia: cosa dicono i dati

Sei giorni senza precipitazioni dopo il rogo del 31 agosto nell’area industriale. Temperature fino a 35,2 gradi e venti generalmente deboli.

11 settembre 2026 07:34
Airola, dopo l’incendio caldo e niente pioggia: cosa dicono i dati -
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Caldo, assenza di pioggia e venti generalmente deboli. È questo il quadro meteorologico registrato nei giorni immediatamente successivi all’incendio del 31 agosto nell’area industriale di Airola.

I dati della stazione agrometeorologica regionale di Airola, relativi al periodo compreso tra il 1° e il 6 settembre, indicano infatti che non sono state registrate precipitazioni. Le temperature massime sono rimaste elevate, oscillando tra 32,9 e 35,2 gradi. L’umidità, invece, ha mostrato variazioni significative nel corso delle giornate.

Più contenuta la presenza del vento. La velocità media giornaliera si è mantenuta tra 0,3 e 0,4 metri al secondo, mentre le raffiche più intense hanno raggiunto i 4,5 metri al secondo il 2 e il 4 settembre. Anche la direzione del vento è cambiata nei diversi giorni, pur con una prevalenza complessiva dei flussi occidentali.

Si tratta di elementi utili per ricostruire le condizioni atmosferiche nella fase successiva al rogo, ma che, da soli, non permettono di stabilire con certezza il percorso dei fumi o degli eventuali inquinanti. La direzione del vento può infatti cambiare anche nell’arco di poche ore e deve essere messa in relazione con il momento esatto delle emissioni e dei campionamenti.

I controlli sull’aria

Un altro elemento arriva dai monitoraggi effettuati per la ricerca di diossine, furani e PCB.

Ad Airola, nel primo campionamento effettuato tra il 31 agosto e il 1° settembre, è stato registrato un valore di 0,280. Nei controlli successivi il dato è sceso a 0,032, per arrivare poi a valori inferiori a 0,024 nei campionamenti successivi.

Negli altri comuni interessati dai controlli sono stati rilevati valori generalmente più contenuti. A Rotondi il primo dato è stato pari a 0,031, mentre ad Arienzo sono stati registrati 0,042, 0,037 e 0,031 nei primi tre controlli, prima della successiva diminuzione. A Bucciano e Montesarchio, invece, i valori riportati sono risultati inferiori a 0,024 nei campionamenti considerati.

Il dato che spicca è quindi quello rilevato ad Airola nelle prime ore successive all'incendio, seguito da una progressiva riduzione nei campionamenti successivi.

Cosa dicono e cosa non dicono i dati

I numeri, tuttavia, vanno letti nel loro contesto. Non è possibile, per esempio, stabilire il percorso degli eventuali inquinanti semplicemente sovrapponendo la direzione del vento a un singolo risultato delle analisi.

Le condizioni atmosferiche sono cambiate nel corso delle giornate e la dispersione degli inquinanti dipende da diversi fattori, non soltanto dalla direzione del vento. Anche il momento in cui viene effettuato il campionamento rappresenta un elemento importante per interpretare correttamente i risultati.

I dati meteorologici restituiscono dunque la fotografia di un periodo caldo, asciutto e caratterizzato da venti generalmente deboli e variabili. I monitoraggi ambientali mostrano invece valori differenti a seconda del luogo e del momento in cui sono stati effettuati i prelievi.

Per arrivare a una valutazione complessiva degli effetti dell'incendio è quindi necessario considerare l'insieme dei campionamenti, delle analisi e delle informazioni raccolte dagli enti competenti, evitando di attribuire a un singolo dato un significato che non può avere da solo.

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