Airola, appello di un genitore a Mattarella: «La scuola deve aprire»

A pochi giorni dal 15 settembre resta l’incertezza sul nuovo Polo scolastico. Raimondo Borriello: «Ci aiuti a non perdere la fiducia nelle istituzioni»

05 settembre 2026 08:51
Airola, appello di un genitore a Mattarella: «La scuola deve aprire» -
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«Le scrivo non soltanto come cittadino, ma soprattutto come padre». Inizia così la lettera che Raimondo Borriello, genitore di Airola, ha indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per denunciare l’incertezza che ancora circonda l’inizio del nuovo anno scolastico.

A pochi giorni dal 15 settembre, infatti, molte famiglie non hanno ancora certezze sull’apertura del nuovo Polo scolastico e sulla possibilità per gli studenti di entrare regolarmente a scuola.

Borriello racconta di aver presentato istanze e chiesto chiarimenti all’Amministrazione comunale, interessando anche il Prefetto di Benevento, per conoscere lo stato dell’opera, i tempi di apertura e il cronoprogramma relativo alla palestra.

«Dietro una scuola che non si sa quando aprirà ci sono bambini, ragazzi, famiglie e il loro diritto alla normalità», scrive il genitore.

Nella lettera c’è anche una riflessione più ampia sulla scelta di vivere ad Airola. Borriello ricorda di essersi trasferito anni fa insieme alla moglie, scegliendo il paese come luogo nel quale crescere i propri figli e costruire un progetto di vita.

«Vorrei poter dire a mio figlio che abbiamo fatto bene a scegliere Airola», afferma, collegando le difficoltà attuali anche al grave disastro ambientale che ha colpito la comunità.

«La restanza non può diventare un sacrificio infinito. Restare deve essere una scelta sostenibile, non una prova quotidiana di resistenza».

Il padre chiede quindi al Presidente Mattarella di contribuire, per quanto nelle sue possibilità, a far sì che la voce delle famiglie non resti inascoltata.

«Chiedo davvero poco, Signor Presidente: che la scuola apra. Che la campanella suoni».

Borriello annuncia infine che, qualora il 15 settembre la scuola media non dovesse aprire, sarebbe pronto a mettere in atto una protesta personale e non violenta, arrivando anche a incatenarsi davanti alle istituzioni.

«Non per sfida. Non per odio. Ma perché lo devo a mio figlio e alla mia coscienza di padre e di cittadino», scrive.

La lettera si chiude con un appello alla fiducia nelle istituzioni: «Ci aiuti a non perdere la fiducia» e con una richiesta che riguarda tutti gli studenti di Airola e le loro famiglie: poter continuare a credere nel futuro della propria terra.

Raimondo BORRIELLO
Cittadino e padre di Airola

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