Airola, 45 giorni dopo il rogo restano dubbi sui dati ARPAC.
Dalla discrepanza tra Airola e Bagnoli alle lacune nelle misurazioni di ottobre: non basta pubblicare tabelle e allegati. Necessarie spiegazioni ufficiali sulla provenienza dei documenti, sui valori mancanti e sulle procedure di validazione.
Dalla discrepanza con la postazione di Bagnoli alle misurazioni mancanti di ottobre: servono verifiche trasparenti e spiegazioni ufficiali.
Sono trascorsi 44 giorni dal rogo di Airola, ma sulla documentazione del monitoraggio ambientale restano interrogativi che attendono chiarimenti. A sollevarli è InformazioneSei, che ha esaminato i documenti pubblicati dall’ARPAC, rilevando alcune incongruenze che meritano una verifica da parte dell’ente.
Il rapporto con riferimenti a Bagnoli
Il 29 settembre la nostra testata ha segnalato una discrepanza in un rapporto relativo al laboratorio mobile indicato per Airola, con riferimento al monitoraggio avviato il 2 settembre in strada vicinale Fievo. Nel documento comparivano invece riferimenti a Bagnoli, a Napoli, presso Città della Scienza, con una diversa data di installazione e coordinate geografiche differenti.
Si tratta di un errore materiale o di un problema nell’associazione del documento? Sulla base degli elementi disponibili non è possibile stabilirlo. Spetta all’ARPAC verificare l’origine dell’incongruenza e chiarire a quale postazione si riferisca effettivamente il rapporto.
Le lacune nelle misurazioni di ottobre
Altri interrogativi emergono dal file delle misurazioni orarie del laboratorio mobile LM01, relativo al periodo 6-12 ottobre. In diverse fasce orarie mancano rilevazioni, soprattutto per il PM2,5, ma risultano assenti anche alcuni valori di PM10 e di altri inquinanti.
Il 9 ottobre, in particolare, sono disponibili soltanto 15 misurazioni orarie di PM2,5 sulle 24 previste. Un dato che non dimostra, da solo, un malfunzionamento, ma rende necessario chiarire le cause della discontinuità: problemi strumentali, difficoltà di acquisizione o esclusioni durante la validazione.
L’analisi dei valori evidenzia inoltre dodici intervalli orari nei quali il PM2,5 risulta superiore al PM10, con differenze fino a 3,7 microgrammi per metro cubo. Anche in questo caso, non è possibile concludere che le misurazioni siano errate senza conoscere i metodi utilizzati e le procedure di controllo.
Restano da chiarire anche alcuni valori pari a zero e le serie prive di dati per metano e idrocarburi non metanici.
Trasparenza significa rendere comprensibili i dati
InformazioneSei non dispone dei registri strumentali, dei dati grezzi e dei verbali di manutenzione necessari per certificare la correttezza delle misure o stabilire le cause delle lacune. Il compito della testata è esaminare i documenti accessibili e segnalare le questioni che richiedono approfondimenti; la verifica tecnica spetta agli enti competenti.
Il punto, quindi, non è alimentare allarmismi né attribuire responsabilità senza prove. È garantire che i cittadini possano comprendere quali dati siano disponibili, quali manchino, a quale postazione si riferiscano e secondo quali criteri siano stati validati.
A 44 giorni dal rogo, le richieste sono precise: chiarire la discrepanza tra Airola e Bagnoli, spiegare le rilevazioni mancanti e illustrare le procedure di controllo applicate ai dati di ottobre.
Pubblicare tabelle e allegati non basta. La trasparenza richiede informazioni verificabili, spiegazioni comprensibili ed eventuali rettifiche quando vengono accertati errori. Perché la chiarezza non è un elemento accessorio del monitoraggio ambientale, ma parte integrante del diritto dei cittadini a essere informati.