ACS, domani l’accordo sul futuro dei 22 lavoratori
I sindacati: “Si apre una nuova fase per la società. Ora rilancio, servizi al Comune e tutela dei posti di lavoro”
Alla vigilia dell’incontro che potrebbe sancire il superamento della fase di liquidazione dell’Azienda Città Servizi (ACS) e definire il futuro lavorativo dei suoi 22 dipendenti, i sindacati tracciano il bilancio di una vertenza durata un anno e guardano alla possibile intesa come all’avvio di una nuova fase per la società partecipata del Comune di Avellino.
FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL TUCS e CISAL sottolineano il ruolo svolto negli anni dall’ACS nella gestione dei parcheggi e delle aree di sosta, ma anche nelle attività affidate dall’Amministrazione comunale in assenza di professionalità e personale sufficienti all’interno dell’Ente.
Per le organizzazioni sindacali, la società ha rappresentato di fatto un “braccio operativo” del Comune e potrebbe continuare a svolgere questa funzione anche in futuro, attraverso una riorganizzazione aziendale e un nuovo piano industriale.
L’ipotesi, spiegano i sindacati, potrebbe prevedere anche l’introduzione di ulteriori servizi, con l’obiettivo di contenere i costi sostenuti dall’Amministrazione rispetto all’eventuale affidamento delle attività a operatori esterni.
La volontà di superare l’attuale stato di liquidazione sarebbe stata manifestata negli incontri recenti con il Comune. In questo quadro viene ricordata anche la scelta della nuova Amministrazione di approvare i bilanci della società, precedentemente rimasti senza approvazione, nonostante una perdita d’esercizio.
Un passaggio che, secondo i sindacati, avrebbe segnato una discontinuità rispetto alla prospettiva di chiusura della società. La continuità dei servizi era stata già garantita durante la procedura di raffreddamento del conflitto avviata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali in Prefettura, anche alla luce delle valutazioni legali richieste dall’Ente e delle possibili ricadute sociali di un'interruzione delle attività.
Sul piano economico, le organizzazioni sindacali contestano inoltre l’immagine di una società strutturalmente in difficoltà. A loro giudizio, i bilanci degli esercizi precedenti mostrerebbero risultati positivi, fatta eccezione per il dato negativo collegato alla mancata ricapitalizzazione, mentre i debiti sarebbero stati progressivamente azzerati senza ulteriori esborsi straordinari da parte del Comune.
Ora l’attenzione è tutta rivolta all’incontro di domani. Prima della riunione, i lavoratori saranno chiamati a esprimersi in assemblea e a conferire ai rappresentanti sindacali il mandato per la sottoscrizione dell’eventuale accordo.
“È un accordo dalla portata forse storica”, sostengono FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL TUCS e CISAL, ricordando l’anno di mobilitazione e le difficoltà affrontate dai dipendenti e dalle loro famiglie.
L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare i posti di lavoro e, contemporaneamente, rilanciare l’Azienda attraverso una nuova prospettiva industriale. I sindacati ribadiscono di voler proseguire la vertenza perché considerano ancora possibile un ruolo significativo dell’ACS nell’organizzazione dei servizi comunali.
“Per noi la società è ancora viva e vitale”, affermano le organizzazioni, che guardano alla giornata di domani come a un possibile punto di svolta.
Se l’intesa dovesse essere raggiunta, concludono i sindacati, la nuova fase potrebbe consentire all’ACS di tornare a sviluppare pienamente le proprie potenzialità, evitando l’esternalizzazione di ulteriori servizi e mantenendo all’interno della società pubblica competenze e professionalità maturate negli anni.