A Benevento il confronto dei Vescovi sul futuro delle Aree interne
Il 31 agosto e 1° settembre al Centro La Pace una trentina di Vescovi per discutere di spopolamento, comunità e nuove prospettive.
Non soltanto territori da preservare, ma comunità da ascoltare e idee da far crescere. È attorno a questa prospettiva che Benevento torna al centro del confronto della Chiesa italiana sulle Aree interne, ospitando il 31 agosto e il 1° settembre il consueto incontro dei Vescovi delle diocesi interessate.
L’appuntamento si terrà al Centro “La Pace” e vedrà riuniti circa trenta Presuli provenienti da diverse regioni italiane. Due giornate pensate per mettere a confronto esperienze, difficoltà e buone prassi, cercando nuove prospettive per realtà spesso alle prese con spopolamento, invecchiamento della popolazione e progressiva riduzione dei servizi, ma che continuano a custodire relazioni, competenze e risorse umane.
Un percorso che la Chiesa italiana porta avanti dal 2021 proprio a Benevento. A ricordarlo è monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, secondo cui l’incontro annuale nasce dalla «sollecitudine per le comunità che vivono in questi territori» e dalla volontà di costruire un dialogo capace di individuare nuove linee pastorali.
Quest’anno il confronto assume un significato ulteriore, alla luce del coordinamento unitario avviato dalla CEI sulle diverse iniziative degli uffici e degli organismi nazionali dedicate alle Aree interne. Un lavoro che, nelle parole di Baturi, parte dall’ascolto dei bisogni e dalla mappatura partecipata delle risorse presenti nelle comunità locali.
Il cammino intrapreso negli ultimi anni ha già prodotto anche iniziative concrete. Nel 2025, infatti, i Vescovi avevano promosso una “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, sottoscritta da 141 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati. Nel documento veniva evidenziata la necessità di ripensare il modo di guardare alle Aree interne, valorizzando le esperienze positive già presenti e sostenendo le risorse dei territori.
Tra gli obiettivi indicati allora c’era anche quello di costruire un percorso condiviso capace di generare «un ripopolamento delle idee ancor prima di quello demografico». Un concetto che torna a essere centrale anche nell’appuntamento beneventano di quest’anno.
L’edizione 2026 prenderà il via lunedì 31 agosto con il saluto dell’arcivescovo di Benevento, monsignor Michele Autuoro. La prima sessione sarà dedicata al tema “Tra memoria e futuro”, con l’intervento di monsignor Felice Accrocca, arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, e la relazione di monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.
Il confronto proseguirà quindi nei gruppi di studio, per poi tornare nel pomeriggio a una dimensione comune con la tavola rotonda “In ascolto dei territori e scambio di buone prassi”. Sarà l’occasione per condividere esperienze e progetti maturati nelle diverse realtà locali.
Martedì 1° settembre il programma prevede una nuova sessione di lavoro nei gruppi e quindi il confronto in plenaria. A chiudere l’incontro sarà il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, con una riflessione dedicata alle “Nuove prospettive per continuare il cammino”.
Benevento si prepara così a ospitare ancora una volta un confronto nazionale sul futuro delle Aree interne, mettendo al centro non soltanto le difficoltà demografiche ed economiche, ma soprattutto la capacità delle comunità di immaginare un futuro possibile nei territori in cui vivono.