26 anni fa l'addio a Padre Narciso Marro, una Santa Messa per ricordarlo
( Franco Petraglia ) Ricorre oggi il 26° anniversario della morte di Padre Narciso Marro , il frate cappuccino che lascio’ questa terra per raggiungere la Patria celeste. Alle ore 18,30, nella Chie...
( Franco Petraglia ) Ricorre oggi il 26° anniversario della morte di Padre Narciso Marro , il frate cappuccino che lascio’ questa terra per raggiungere la Patria celeste. Alle ore 18,30, nella Chiesa di San Nicola Vescovo di Joffredo-Castello in Cervinara, verrà celebrata la Santa Messa presieduta da Padre Daniele MOFFA, vicario parrocchiale Santa Maria degli Angeli - Pietrelcina – e assistente spirituale dei gruppi di preghiera di Padre Pio della Campania.
NARCISO MARRO (1936-1995)
Nacque nella frazione di Ioffredo-Castello. I genitori, Michele e Alessandra Moscatiello, lo chiamarono Roberto; fu battezzato dal parroco della cura di San Nicola don Pietro Cioffi l’8 novembre del 1936, madrina Isabella Russo di Pasquale, Era il quinto di otto fratelli: Saletta, Francesco, Luigi, Teresa, Mafalda, Esterina, Silvio. A Morcone frequenta l’anno di noviziato propedeutico per una svolta di vita e per la professione solenne dei voti; emette i voti perpetui l’11 gennaio1959: d’ora in poi si chiamerà Narciso, perché il 29 ottobre, giorno della sua nascita, la Chiesa festeggia proprio San Narciso vescovo. Nel convento di S. Egidio in Montefusco completa gli studi liceali. A Cervinara, nella chiesa di San Nicola di Ioffredo-Castello dove 25 anni prima era stato portato dai genitori al fonte battesimale, celebra la prima Messa solenne il 17 settembre 1961. Figlio spirituale di Padre Pio, fu missionario in Africa tra il 1965 ed il 1990. E’ scomparso nel 1995. Alcune reliquie di Padre Pio da lui conservate sono state donate dalla sorella Teresa (Paupisi, 18 febbraio 1934-Foggia, 14 ottobre 2001) alla chiesa di San Nicola, in frazione Ioffredo. Fu legato da un profondo amore fraterno alla sorella Teresa, che consacrò la sua castità a Dio. In una lettera al fratello, essa scriveva: “Tutta la vita di una donna non è che una storia d’amore. Il suo valore sta in ciò che può dare, non in ciò che puo’ ricevere”.
In occasione del 26° anniversario della morte di Padre Narciso, Missionario Cappuccino, credo che sia un “obbligo” del cuore oltre che morale e civile ricordare questo grande apostolo.
Papa Francesco ha detto che “la memoria del passato può insegnare al presente e divenire luce che illumina la strada del futuro”.
Ed io che, a ridosso della piazzetta silenziosa, accanto alla chiesa di San Nicola di Joffredo, ho ascoltato il tocco discreto delle campane nella mia infanzia-adolescenza, mi prendo la responsabilità-compito di non seppellire la storia, di far rifiorire pezzi importanti di memoria, di permettere a questo lembo di terra, ancora vivo di spiritualità, di proiettarsi nel futuro insieme alla gente laboriosa e onesta di questo antico borgo di Joffredo-Castello in Cervinara(Avellino).
Ricordo come fosse ieri. Quel giorno mi trovavo in montagna, in località “Pisciariello” a Cervinara, per assolvere il gravoso compito di raccogliere le castagne, quando appresi la ferale notizia della prematura dipartita (a 59 anni) del nostro amatissimo amico Padre Narciso. Credetemi, mi si raggelò il sangue. In un primo momento non volli credere alle mie orecchie, ma poi la triste conferma arrivò il giorno successivo dai Padri Cappuccini di San Giovanni Rotondo, i quali fecero affiggere i manifesti di lutto in tutta Cervinara. In paese non si parlava d’altro. La voce ricorrente, sommessa e accorata, era:” E’ morto ò monaco e za Sandella”.
Sono passati 26 anni da quel 9 ottobre 1995 e Padre Narciso continua a vivere nei nostri animi e nel cuore della nostra amata comunità di Joffredo-Castello in Cervinara. Egli ha dato tanto senza mai chiedere nulla in cambio. La sua vita è stata esemplare. Il suo curriculum è davvero colmo di opere di evangelizzazione. Egli fu ordinato sacerdote all’età di 25 anni, nel 1961, dopo 13 anni di studi scrupolosi. Dopo il suo transito fu reperito un diario, anche se non completo, dal quale si evinceva l’attaccamento al “gioco di squadra” nella vita e nel calcio stesso, che praticava con intensa passione. Era così contento ad ascoltare i problemi degli altri. Un vero” operaio nella vigna di Gesù”. Rispettava tutti: genitori, superiori, angeli e santi. Nel 1964 fu nominato vice direttore; presiedeva all’educazione dei ragazzi; docente, mandato a San Giovanni Rotondo per assistere Padre Pio. Nel 1965 inizia il suo sogno africano: missionario nel Ciad. Costruì scuole; lavorò come vero operaio, erigendo villaggi catechistici e centri culturali. Fu nominato direttore del 3° Ordine francescano” Costruisci Dio in Africa “, terra sconosciuta. Egli ci ha lasciato una eredità semplice ; ha rispettato l’obbedienza. Padre Narciso non ha pensato solo all’Africa, ma anche alle tante suore del convento, tra cui suor Carmela che gli esprime una gratitudine non comune. Si donò interamente a Padre Pio: tanti anni trascorsi con lui. Quanti progetti fatti con serenità ed entusiasmo ! Aveva stabilito un’autentica fraternità con il Ciad. Un vero operaio di Dio. La stanchezza e la salute, dopo tanti anni in Africa, lo costrinsero a rientrare per assistere Padre Pio. Nel 1990 viene nominato parroco a San Nazzaro (BN), dove ha ricevuto testimonianza di affetto e di riconoscenza (1990-1993). Padre Narciso era apprezzato per la sua grande dote di sdrammatizzare i problemi. Nel 1993 ritorna a San Giovanni Rotondo. Aiuta a fare affluire la gente al convento e bada alla parrocchia. Sacerdote a 25 anni, lascia il segno dicendo: “Ogni mattina vado da Dio che allieta la mia gioventù”.
Questo straordinario messaggero di Cristo, dotato di spirito vulcanico, una intelligenza vivace, una acutezza e una tenacia non comuni, una intraprendenza invidiabile, ci ha lasciato una scia di luce che, come una stella polare, continuerà a guidare il nostro cammino e delle future generazioni di questa martoriata terra cervinarese.
Mi sono rimaste scolpite nella mente le sue visite, sebbene fugaci, che soleva fare alla sua diletta sorella Teresa: punto di riferimento irrinunciabile e grande baluardo di amore, ristoro, pace e serenità per lui.
A ricordo di questo straordinario personaggio religioso e ad aumentare la nostra fede quotidiana ci restano due cose importanti:1) La statua bronzea di San Pio che dal 10 ottobre 1998 arricchisce il piazzale della chiesa di San Nicola di Joffredo in Cervinara. Un’opera che volle ardentemente e materialmente (con disborso dell’intera somma) la sorella di Padre Narciso, la compianta Teresa Marro, per onorare la ferrea volontà del defunto fratello Padre Narciso. 2) Le reliquie del frate con le stimmate che furono esposte al pubblico il 2 maggio 2002, anniversario della beatificazione di Padre Pio, e ora conservate nella chiesa di San Nicola, frazione di Joffredo. Si tratta di tre reliquie: una crosta, un fazzoletto ed un guanto di lana appartenute a Padre Pio e donate alla chiesa di San Nicola da Teresa Marro, sorella di Padre Narciso.
Ed ora mi sia consentito di porgere un omaggio riverente anche al nostro carissimo Padre Tarcisio Zullo, conosciuto dai devoti e dai figli spirituali di Padre Pio come la “guardia di Padre Pio”. Un uomo di sterminata cultura e di rigorissimi studi teologici. Era nato anch’egli nella frazione di Joffredo-Castello ed era il cugino del compianto Padre Narciso. Il Signore lo chiamò nel regno dei cieli il giorno 8 agosto del 1998 ed ora riposa a San Giovanni Rotondo nella cappella gentilizia dei Cappuccini, insieme ai cugini Padre Narciso e Teresa Marro.
Tutto il popolo di Cervinara non può non essergli grato per il lustro che ha dato alla nostra terra e per la fulgida impronta che ha lasciato nel cuore di tutti quelli che lo stimavano e gli volevano bene realmente e sinceramente.
Il mio caro e deferente saluto va altresì al compianto Padre Luigi Marro, altro cappuccino di Ioffredo-Castello, che ha lasciato questo mondo il 12 luglio 2020. Una persona intuitiva e piena di talenti, sempre impegnata nel mondo sociale, culturale e della comunicazione. Un frate sacerdote esemplare, molto conosciuto e amato da tutti per la sua sensibilità, la capacità di ascolto e la presenza gioiosa e di profonda attenzione alle relazioni umane, ai giovani, ai sofferenti, e ai malati.
Sappiamo tutti che l’esempio e il ricordo di questo nostro fratello, Padre Narciso, sono stati presenti durante tutti questi anni e ancora oggi continua a essere un modello per molti cristiani che cercano di vivere la loro fede insieme all’impegno per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno. In altre parole, il suo sacrificio non è stato vano ma ha prodotto copiosi e fecondi semi di fede, amore e serenità.
Il poeta e filosofo libanese Kahil Gibran diceva: “Il ricordo è un modo per incontrarsi”. E per me(per noi tutti), con questa testimonianza scritta, è come se rivedessi Padre Narciso ogni giorno.
Sei sempre vivo e in mezzo a noi! “Gloria dei homo vivens”, diceva un Padre della Chiesa, Ireneo di Lione.(L’uomo che vive è gloria di Dio).
26 anni fa l'addio a Padre Narciso Marro, una Santa Messa per ricordarlo