Volontari di Protezione Civile: ruoli, limiti e responsabilità
Sono una risorsa preziosa per i Comuni nelle emergenze, ma non sono agenti di polizia e non possono sostituire gli operatori istituzionali. Ecco quali sono i compiti dei volontari, quali i limiti e quali regole devono essere rispettate.
La legge è chiara: ogni attività deve avere una finalità legittima, un responsabile, volontari formati e condizioni di sicurezza adeguate.
Per entrare in un Gruppo Comunale serve una domanda, il rispetto dei requisiti previsti dal regolamento e un periodo di affiancamento e formazione.
Non esistono regole nazionali uguali per tutti su età minima, durata del periodo di prova o età massima: questi aspetti dipendono dal regolamento comunale e dalle disposizioni regionali.
Una volta formati, i volontari possono partecipare solo alle attività per cui hanno ricevuto addestramento specifico, come informare la popolazione, supportare le persone evacuate, distribuire beni di prima necessità, osservare corsi d’acqua o aree a rischio e segnalare pericoli.
Possono anche trasportare materiali, predisporre strutture temporanee e, se abilitati, usare attrezzature come motopompe o idrovore, sempre sotto coordinamento.
Ciò che i volontari non possono fare è altrettanto importante: non possono identificare persone, fermare veicoli, dirigere il traffico, chiudere strade in autonomia o usare la forza per impedire l’accesso a una zona.
Non possono sostituirsi a Vigili del Fuoco, servizio sanitario o Forze dell’Ordine nelle loro funzioni istituzionali.
Possono invece segnalare pericoli, informare i cittadini sulle disposizioni delle autorità e chiedere l’intervento degli organi competenti.
La differenza è sostanziale: segnalare e assistere non significa esercitare un potere coercitivo.
Durante manifestazioni, sagre o concerti, i volontari possono collaborare solo in determinate condizioni.
Se l’evento è ordinario, non è attività di protezione civile e i volontari non possono usare loghi, divise o benefici di legge.
Se invece l’evento ha un rilevante impatto locale e può comportare grave rischio per l’incolumità (ad esempio per un afflusso eccezionale di persone), il Comune può attivare il Piano di Protezione Civile e il Centro Operativo Comunale.
In questi casi i volontari possono supportare l’organizzazione, fornire assistenza socio-assistenziale e informare la popolazione, ma non possono fare controllo accessi, vigilanza o regolazione del traffico.
La sicurezza dei volontari è un obbligo sostanziale.
Il Comune deve fornire dispositivi di protezione, formazione e addestramento adeguati, mantenere attrezzature e mezzi in efficienza e verificare le coperture assicurative.
I volontari devono usare correttamente i DPI, rispettare le procedure e segnalare rischi o carenze.
Se mancano protezioni indispensabili, l’attività deve essere sospesa.
Infine, attivazione, assicurazione e benefici di legge sono tre elementi distinti.
I benefici (mantenimento del posto di lavoro, rimborsi, ecc.) si applicano solo alle attività di protezione civile, non alle manifestazioni ordinarie.
La copertura assicurativa va verificata nella polizza effettivamente stipulata.
Ruoli e responsabilità sono ben definiti: il Sindaco è autorità territoriale di protezione civile, il Comune organizza il Gruppo, il coordinatore assegna i compiti e il volontario esegue entro i limiti della propria formazione.
La regola d’oro è semplice: nessun volontario deve operare senza sapere quale compito gli è stato assegnato, da chi, con quali mezzi e sotto quale coordinamento.