Ventenne disabile torturato e violentato: tre arresti in carcere
Indagini della Polizia e della Procura di Napoli: vessazioni, violenze sessuali di gruppo e video diffusi online. La vittima ha denunciato.
La Polizia di Stato di Ischia e la Procura della Repubblica di Napoli, attraverso la sezione fasce deboli coordinata dal procuratore Giancarlo Novelli, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari. I provvedimenti colpiscono tre giovani coetanei della vittima, un ragazzo di vent'anni affetto da un lieve ritardo mentale che per mesi ha subito indicibili violenze fisiche e psicologiche prima di trovare il coraggio di denunciare i suoi aguzzini.
L'inchiesta ha fatto luce su un contesto di gravissima sopraffazione. Gli indagati sono accusati a vario titolo di tortura comune in concorso, violenza sessuale continuata in concorso e di gruppo aggravata dalla condizione di minorata difesa, violenza privata e diffusione illecita di video sessualmente espliciti, nota anche come revenge porn.
Decisivo per svelare l'orrore è stato il lavoro investigativo condotto dagli agenti della Questura di Ischia che, su disposizione dei magistrati della quarta sezione dedicata alla violenza di genere e alla tutela delle fasce deboli, hanno perquisito e sequestrato i dispositivi elettronici dei sospettati. L'analisi forense dei telefoni e dei supporti informatici ha permesso di recuperare file multimediali agghiaccianti. Gli aggressori non si limitavano a sottoporre il ventenne a vessazioni continue, botte e atti sessuali coatti, tra cui un episodio in cui alla vittima è stato persino fratturato un braccio, ma filmavano ogni singola umiliazione per poi diffondere i video attraverso le chat di messaggistica istantanea.
Grazie alla denuncia coraggiosa del giovane, le indagini hanno chiuso il cerchio intorno al branco, ponendo fine a una spirale di umiliazioni degradanti e permettendo all'autorità giudiziaria di emettere le misure restrittive per salvaguardare la sicurezza pubblica e interrompere la condotta criminale.