Valle Caudina. Usucapione fraudolento, una insana e disonesta pratica di grande attualità.
Da qualche tempo, numerose persone che per varie ragioni hanno da tempo lasciato le nostre zone, lamentano che si sono visti sottrarre la proprietà di terreni, soprattutto agricoli, attraverso atti di...
Da qualche tempo, numerose persone che per varie ragioni hanno da tempo lasciato le nostre zone, lamentano che si sono visti sottrarre la proprietà di terreni, soprattutto agricoli, attraverso atti di donazione fasulli, con i quali si trasferiscono terreni altrui a propri congiunti, dichiarando nell’atto di poterne disporre in virtù di usucapione non accertata giudizialmente. Questa pratica, sta sottraendo in maniera illecita, terreni agricoli e abitazioni rurali a numerosi anziani e a loro congiunti ignari, spesso residenti all’estero. E’ chiaro che senza la complicità di tecnici disonesti, particolarmente esperti in materia, ed eventuali testimoni fasulli, non è possibile procedere a tali acquisizioni, in quanto la procedura prevede la presentazione di documentazione dalla quale dovrebbe evincersi che:
a. vi è stato il possesso continuo e ininterrotto del bene;
b. il possesso pacifico e pubblico del bene;
c. l’animus possidendi accompagnata da inattività e disinteresse del legittimo proprietario.
Pare che al riguardo sia sorta ed è particolarmente attiva, una organizzazione con ramificazione anche fuori regione e chiare complicità locali ai vari livelli, che addirittura recinta i terreni individuati, ancor prima di perfezionare gli atti di acquisizione. Sono atti di protervia chiaramente fuori legge. Avendo il fenomeno assunto dimensioni particolarmente ampie, l’invito alla popolazione è quello di difendersi da queste azioni truffaldine, rivolgendosi a tecnici seri, poco avvezzi a questo tipo di acquisizioni fraudolente. Questi, mediante una semplice visura camerale accerteranno che i nostri beni non siano transitati ad altri con procedure scorrette. In caso contrario, il consiglio è quello di rivolersi ad un buon avvocato, il quale attiverà le procedure previste per Legge. Spesso uno dei requisiti addotti, ma non dimostrabili, è il possesso continuo ed ininterrotto del bene, in particolar modo terreni collinari che da oltre 50 anni sono incolti, spesso oggetto di incendi boschivi. Sarà difficile, in sede di eventuale giudizio dimostrare all’usucapiente disonesto il possesso continuo e l’animus possidendi. In ogni caso, essendo tale attività chiaramente associativa, riteniamo che esistano ragioni per la procedibilità d’ufficio e quindi, auspichiamo che le autorità preposte, si attivino per identificare e perseguire i responsabili ai vari livelli.