Valle Caudina: l'atto d'accusa di Giuseppe Maltese

Maltese denuncia lo smantellamento dei servizi in Valle Caudina: "Dopo i treni perdiamo la sanità, la politica ora si unisca".

A cura di Redazione
26 febbraio 2026 08:09
Valle Caudina: l'atto d'accusa di Giuseppe Maltese -
Condividi

La chiusura del Centro di Salute Mentale (CSM) di Airola non è solo un’efficienza burocratica, ma il simbolo di un territorio che sta smarrendo i propri pezzi fondamentali. Dopo il declino della rete ferroviaria, lo smantellamento dei servizi sanitari territoriali segna un nuovo punto di non ritorno per i 60.000 abitanti della Valle Caudina.

A lanciare l’allarme è il consigliere comunale di Airola, Giuseppe Maltese (Dovere Civico), che in una nota al vetriolo fotografa una realtà fatta di isolamento e silenzio politico.

La politica del "proprio orticello"

Secondo Maltese, la chiusura del CSM è solo la "punta dell'iceberg" di un malessere più profondo, alimentato da una classe dirigente miope.

"Siamo vittime di una cultura politica basata sul proprio orticello, interessata solo alla scadenza elettorale e non al bene comune," dichiara il consigliere.

Il timore espresso è quello di un effetto domino: ieri la ferrovia, oggi la sanità, domani un altro diritto essenziale che svanisce nel nulla.

L’appello caduto nel vuoto

La scorsa settimana, il movimento Dovere Civico aveva tentato di serrare i ranghi, lanciando un appello all’unità a tutti i rappresentanti eletti della Valle Caudina. L’obiettivo era chiaro: superare i campanilismi per difendere gli interessi locali con una voce sola.

Il bilancio, però, è amaro:

  • Silenzio assordante: La maggior parte delle cariche elettive non ha risposto.

  • Minimizzazione: Alcuni attori politici avrebbero tentato di sminuire la portata dell'evento.

  • L'eccezione: Solo il Sindaco di Limatola ha raccolto la sfida, schierandosi apertamente a difesa dei cittadini e reclamando il rispetto che il territorio merita.

Un futuro da ricostruire

Maltese sottolinea che l'intervento di un singolo primo cittadino, per quanto lodevole, non può bastare per riportare immediatamente il Centro di Salute Mentale ad Airola. Serve una mobilitazione corale che metta al centro le esigenze reali dei residenti, spesso dimenticati dai centri decisionali.

L’augurio finale del consigliere è un monito che sa di ultima chiamata: "Se è vero che sbagliando si impara, speriamo che gli errori del passato ci aiutino a fare scelte migliori nel futuro". La Valle Caudina non può più permettersi di restare a guardare mentre i suoi servizi essenziali vengono smantellati.

Segui Informazione Sei