Valle Caudina, Fondazione di una Città Nuova?
( Andrea Massaro) Ora che la piccola onda della candidatura a Capitale della Cultura della Valle Caudina è passata, e non ci ha traghettato verso l’Europa della cultura, noi caudini continuiamo ad abi...
( Andrea Massaro) Ora che la piccola onda della candidatura a Capitale della Cultura della Valle Caudina è passata, e non ci ha traghettato verso l’Europa della cultura, noi caudini continuiamo ad abitare solo e soltanto nel nostro territorio, ancor più abbandonato e mortificato, ancor più“rurale e ancor meno metropolitano. Sono venuti meno tutti quei collegamenti e quelle reti di costruzione internodali atti a far raggiungere la nostra visione di Capitale caudina verso Roma, Bruxelles e altre capitali europee. Forse perché la nostra antica ferrovia caudina non trasporta le “buone idee” di una politica assente? I sogni, capaci solo di scoprire manie di protagonismo - “Vaste programme”, avrebbe detto De Gaulle - non si sono, ancora una volta, sottratti a tutto ciò che era già morto. Un programma sconosciuto, non tanto ai cittadini, quanto agli stessi amministratori e sindaci caudini che, in fretta e furia, avevano predisposto un bando per selezionare due figure, invero senza contatti e rapporti veri con la realtà imprenditoriale e culturale, che hanno completato il capolavoro progettuale offrendo ai sindaci e a tutti i consigli comunali della Valle una motivazione davvero interessante: che il dossier presentato al ministero della Cultura “non poteva essere diffuso o svelato, in quanto così prevedeva il bando di partecipazione”.
Ciò significa che le varie amministrazioni, sindaci in testa, che hanno contribuito con soldi pubblici a remunerare i progettisti, non hanno avuto modo di poter leggere le linee politiche di un progetto di cui loro stessi erano i responsabili? Della direzione politica del dossier da loro stessi firmato e spedito al Ministero?
Questo è quanto è stato raccolto, interpellando alcuni sindaci. Ora noi, che richiamiamo una nota di trasparenza, siamo assaliti da un dubbio - in talune circostanze il dubbio può essere rivoluzionario – e in questo caso le informazioni, che abbiamo letto sulla stampa locale, ci sono apparse fumose e costituite al massimo da frasi buone solo per comizi da balcone. A me piacerebbe immaginare che quanto prodotto dai progettisti europei possa essere portato a termine insieme, invero, ai sindaci – tutti? - che hanno accolto le utopie progettuali. Forse sarà opportuna una rilettura del Don Chisciotte. La programmazione di un territorio è cosa seria, frutto di studi approfonditi e di sacrifici per conoscere i luoghi e la realtà complessiva, non sommare ciò che già esiste, che ovviamente deve essere ben tutelato, ma pensare a come si possa generare benessere agli occhi e ricchezza che torna per chi si affaccia in questi nostri luoghi. E questo lavoro o progettualità è gestito dalla politica, in ogni grado, in un rapporto capace con le Istituzioni centrali. Non attraverso un elenco numerato di buoni propositi, distribuiti a casaccio da chi forse nemmeno conosce la Valle Caudina, fermandosi magari alla disputa delle Forche Caudine e alla loro collocazione. Abbiamo letto di “importanti adesioni universitarie” che arrivano fin dal Texas. Bene, complimenti. Ma fanno arricciare il naso le Istituzione Universitarie Sannite e il Conservatorio musicale di Benevento? Che sono stati tutti messi da parte o ignorati. Con esse il sottoscritto aveva intrapreso contatti e rapporti: e qui intendo qualificarmi come chi è stato l’ideatore e il promotore alla Candidatura della Città Caudina, messo da parte forse per personalismi o per beghe di villaggio. Altro che l’Europa abita qui, come recita il titolo del dossier. Ora leggiamo che ci viene proposta “la fondazione di una città nuova”. E come non potremmo essere d’accordo con quest’altra enunciazione' E' necessario sapere, però, che solo pochi mesi fa si rinunziò ad un vero sogno, ovvero, la candidatura unica con Benevento. Furono avviati anche seri contatti attraverso Angelo Moretti, responsabile organizzativo della Candidatura di Benevento, con un incontro a San Martino Valle Caudina. Qui qualche politico e i nostri progettisti ritennero di dover bocciare qualsiasi proposta e negoziazione avanzata dal responsabile beneventano. Ora io mi accontenterei non di una semplice città nuova, bensì di molto meno: accomodare le vecchie strade mangiate dal tempo, tenere puliti i luoghi da erbacce e immondizia che deturpano la vista e il decoro urbano, avere rispetto per chi deve viaggiare, voler dare ai giovani qualche carta più fortunata, ma, soprattutto, non prendere in giro i cittadini. Scriveva Giordano Bruno: ” Che mortificazione! Chiedere a chi ha il potere di riformare il potere. Che ingenuità.” Ai Caudini infine una raccomandazione che vale per chiunque, in ogni angolo della vita politica, sociale e culturale, e che prendo da una massima di Shakespeare nel Re Lear “ Brutti tempi quando i pazzi guidano i ciechi.”
Andrea Massaro da Luzzano, primo ideatore e promotore della candidatura a Capitale Italiana della cultura della Valle Caudina.