Una comunità che vive d'odio ha un futuro? La scienza dice di no

Unire le forze contro qualcuno regala un'illusione di forza, ma alla fine il castello di carte crolla sempre. Ecco perché il rancore non paga.

30 giugno 2026 08:38
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
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Durante un incontro pubblico organizzato a Torino, un gruppo di esperti di convivenza sociale ha risposto a una domanda che ci facciamo spesso guardando i social e la tv. Analizzando il comportamento dei gruppi più aggressivi negli ultimi cinque anni, gli studiosi hanno spiegato che le comunità che si fondano solo sulla rabbia non possono durare. La conclusione è netta: il disprezzo è come un carburante scadente, che accende subito il motore ma alla fine spacca tutto.

La trappola iniziale è che l'odio, almeno all'inizio, funziona benissimo per stare insieme. Quando un gruppo di persone si unisce per dare la colpa a un nemico comune, prova subito una forte sensazione di vicinanza e di calore. Questa specie di "amicizia al contrario" dà l'illusione di essere forti e uniti, perché è molto più facile trovarsi d'accordo su ciò che si vuole distruggere o criticare piuttosto che su qualcosa da costruire da zero.

Il problema vero si presenta quando il nemico scompare o quando la rabbia si spegne. Non avendo mai imparato ad ascoltarsi davvero, ad aiutarsi o a creare qualcosa di positivo, le persone all'interno del gruppo iniziano a sentirsi vuote. Per ritrovare quella scarica di energia a cui si sono abituate, cominciano inevitabilmente a litigare tra di loro, cercando il "colpevole" o il "traditore" della situazione anche tra i vecchi amici.

La storia e l'esperienza di tutti i giorni ci insegnano che non si può costruire una casa partendo dalle macerie. Per sopravvivere nel tempo, un gruppo di persone ha bisogno di ingredienti sani come la fiducia, il rispetto e un obiettivo bello da raggiungere insieme. Un ambiente dove si respira solo aria tossica finisce per avvelenare anche chi ci vive dentro, condannando la comunità a crollare su se stessa, senza lasciare nient'altro che solitudine.

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Verificato il: 30 giugno 2026

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