Un tributo alla memoria: lapide in piazza per l'illustre Alberto Servidio

San Martino Valle Caudina omaggia l'ex Presidente della Campania, figura chiave delle istituzioni e dello sviluppo del Mezzogiorno.

21 luglio 2026 14:10
Un tributo alla memoria: lapide in piazza per l'illustre Alberto Servidio -
Condividi

Questa mattina la Giunta Comunale di San Martino Valle Caudina ha approvato la delibera per l’installazione di una lapide commemorativa in Piazza Girolamo Del Balzo, in ricordo dell'illustre concittadino Alberto Servidio. L'iniziativa intende rendere omaggio a una figura di primissimo piano che ha segnato la storia politica e istituzionale italiana dal dopoguerra in poi, mantenendo sempre un profondo legame con la propria terra d'origine. La cerimonia ufficiale di scoprimento della lapide si terrà nei prossimi mesi dopo aver acquisito l'autorizzazione della Prefettura di Avellino.

Nato a San Martino Valle Caudina il 26 marzo 1930 e deceduto a Roma il 31 agosto 2017, si laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli Federico II nel 1952 e inizia la sua attività lavorativa al Banco di Napoli nel 1956, di cui divenne in seguito dirigente dell'Ufficio legale. Militò fin da giovane nelle fila della Democrazia Cristiana, nella corrente "Cronache sociali" di Giuseppe Dossetti prima e “Nuove Cronache” di Amintore Fanfani poi, entrando a far parte del Consiglio nazionale del partito.

Eletto nel 1964 Consigliere comunale del comune di Napoli, fu assessore nelle giunte comunali guidate da Ferdinando Clemente di San Luca e Giovanni Principe. Nel 1970 fu eletto consigliere regionale con 34.604 preferenze e il 12 maggio 1972 diventa presidente della Regione Campania, terzo nella storia dell'ente regionale, sostenuto da una giunta formata da DC, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano e Partito Repubblicano Italiano, rimanendo in carica fino al 20 luglio 1973. Partecipò alla elaborazione della prima stesura dello Statuto regionale e di pianificazione territoriale, ipotizzando la creazione di una Città-Regione con l’abolizione delle cinque province.

Nel 1974 fu nominato presidente dell’ISVEIMER, istituto di credito per il Mezzogiorno, e nel 1976 diventò presidente della Cassa per il Mezzogiorno, dove si mostrò come sempre attivissimo. Terminata l’esperienza presso la Cassa per il Mezzogiorno ricoprì diversi incarichi nelle aziende IRI, affermandosi per anni come indiscusso protagonista della politica campana e nazionale, con una forte passione per gli studi, un rigoroso approccio tecnico ai problemi e alle soluzioni, l’attitudine manageriale al comando e lo sguardo lungo da politico di razza. Come sottolineato nella nota della Giunta, si tratta di un atto dovuto e sentito da parte di tutta la comunità per consegnare alle future generazioni la memoria di un uomo che ha saputo rappresentare il paese ai più alti livelli delle istituzioni italiane.

Segui Informazione Sei