U.Di.Con.: Stangata Eco Energy, stop all'autorizzazione e via alla revoca
Ombre sull'area industriale di Airola: scattano la sospensione dell'autorizzazione e i procedimenti di revoca per la Eco Energy dopo il rogo estivo
Un incendio devastante, vicende giudiziarie rimaste nell'ombra e pesanti provvedimenti amministrativi che si abbattono sul polo industriale. È questo il quadro che emerge dai documenti della Regione Campania relativi al rogo divampato lo scorso 31 agosto presso l'impianto di stoccaggio e recupero di rifiuti gestito dalla Eco Energy S.r.l., situato in via Caracciano nell'area PIP di Airola, in provincia di Benevento.
La vicenda giudiziaria e amministrativa si muove su binari complessi. Dagli atti della Direzione Generale Ciclo Integrato dei Rifiuti e Autorizzazioni Ambientali emerge che la società, titolare di un'autorizzazione unica per il trattamento di rifiuti non pericolosi come plastiche, carta, cartone, metalli e pneumatici fuori uso, era già finita al centro di provvedimenti di sequestro nel corso del 2022 e del 2024. Tuttavia, tali vicende penali non erano mai state formalmente comunicate né dall'azienda né dagli altri soggetti coinvolti agli uffici regionali competenti. La Regione è venuta a conoscenza dei sequestri soltanto in via incidentale, attraverso la documentazione prodotta a corredo di un'istanza di voltura dell'autorizzazione presentata nel luglio del 2026 da un'altra società, la Hepha Solutions International S.r.l.
L'evento incendiario di fine estate ha spinto la macchina dei controlli a muoversi con tempestività. Su richiesta dell'Ufficio regionale, l'Arpac di Benevento ha effettuato un sopralluogo tecnico nei primi giorni di settembre, fotografando una situazione critica all'interno del sito. Nelle aree scoperte dello stabilimento sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti combusti e parzialmente combusti, smassati meccanicamente durante le operazioni di spegnimento condotte dai Vigili del Fuoco. Gli ispettori dell'agenzia ambientale hanno inoltre riscontrato la presenza di un ammasso eterogeneo di rifiuti che sconfinava abusivamente in un secondo capannone attiguo, collegato attraverso un passaggio interno con un cancellone in ferro completamente spalancato.
Di fronte a tali risultanze, l'amministrazione regionale ha adottato una linea di fermezza intransigente. Con un provvedimento formale, la Regione ha disposto la sospensione immediata dell'efficacia dell'autorizzazione unica per la durata di sessanta giorni e, contestualmente, ha avviato l'iter procedimentale finalizzato alla revoca definitiva della stessa. È stato inoltre bloccato il procedimento di voltura che avrebbe dovuto trasferire la titolarità dell'impianto.
Nei confronti della società Eco Energy è scattata una diffida a provvedere al ripristino ambientale del sito entro trenta giorni, subordinatamente al nulla osta dell'autorità giudiziaria, data la pendenza del sequestro. Gli obblighi imposti all'azienda comprendono l'attuazione di rigorose misure di messa in sicurezza di emergenza, l'installazione di presidi a tutela delle matrici ambientali per impedire la fuoriuscita di acque di dilavamento contaminate in caso di pioggia, e la rimozione dei materiali combusti previa caratterizzazione e attribuzione dei corretti codici di smaltimento. A ciò si aggiunge la richiesta di avviare un piano di indagini preliminari sulla contaminazione del suolo e delle risorse idriche.
Sul fronte dell'emergenza idrica e della gestione dei liquidi di spegnimento, la Eco Energy ha comunicato di aver convogliato le acque reflue nelle vasche di prima pioggia aziendali, opportunamente sbarrate, e di aver provveduto al loro svuotamento tramite una ditta esterna sotto la sorveglianza dei Vigili del Fuoco, trasferendo i liquidi in cisterne a tenuta stagna in attesa dello smaltimento definitivo. Restano tuttavia da chiarire le responsabilità sulla gestione pregressa del sito sotto sequestro e le reali dimensioni del danno ambientale in un'area già fortemente provata da criticità industriali.
La nota rappresenta il riscontro ufficiale della Regione Campania (Direzione Generale Ciclo Integrato dei Rifiuti e Autorizzazioni Ambientali) all'associazione consumatori U.Di.Con. in merito all'incendio avvenuto il 31 agosto 2026 nell'impianto Eco Energy S.r.l. di Airola.