Tragedia Monaldi, la madre della piccola vittima: "Insopportabile quel sorriso"

Patrizia Mercolino esprime tutto il suo dolore e lo sconcerto per l'atteggiamento del medico Guido Oppido durante l'interrogatorio.

A cura di Redazione
26 maggio 2026 15:55
Tragedia Monaldi, la madre della piccola vittima: "Insopportabile quel sorriso" -
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Il 21 maggio scorso, a Napoli, il cardiochirurgo Guido Oppido è stato sottoposto a un interrogatorio preventivo dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante nell'ambito dell'inchiesta sul decesso di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio all'ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito. L'indagine, che vede il medico accusato anche di falso nella compilazione della cartella clinica, ha assunto contorni ancora più dolorosi dopo la diffusione dei verbali, dai quali emergerebbe un momento di tensione tra il magistrato e l'indagato a causa di un presunto accenno di ilarità da parte del camice bianco.

La reazione della madre del piccolo, Patrizia Mercolino, è stata immediata e intrisa di una profonda amarezza nel momento in cui ha letto le trascrizioni ufficiali del confronto. La donna ha definito del tutto inaccettabile e privo del minimo rispetto il comportamento adottato in aula dal chirurgo, sottolineando come davanti al dramma della perdita di un figlio così piccolo non sia tollerabile nemmeno l'ombra di un sorriso, a prescindere dal contesto giudiziario e dalle legittime strategie di difesa dell'imputato.

I documenti processuali descrivono un passaggio particolarmente duro in cui lo stesso magistrato inquirente si è visto costretto a richiamare formalmente il medico, invitandolo a mantenere un contegno consono alla gravità della situazione. Di fronte all'ammonimento del pubblico ministero, che gli ricordava come si stesse parlando della morte di un bambino di soli due anni, il cardiochirurgo ha respinto l'addebito, difendendosi e assicurando di non stare affatto ridendo, ma di provare tutt'altro che una sensazione di ilarità.

La vicenda continua a suscitare una forte commozione e riaccende i riflettori sulla sicurezza dei protocolli chirurgici pediatrici e sulla trasparenza dei documenti sanitari. Mentre l'iter giudiziario farà il suo corso per accertare le precise responsabilità mediche e penali, la famiglia di Domenico chiede che venga preservata la dignità del ricordo del bambino, esigendo che il dolore per una vita spezzata così presto venga trattato da tutte le parti in causa con il massimo rigore e la dovuta sensibilità.

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