Terzo mandato dei sindaci, la maggioranza lavora alla riforma: possibile svolta entro fine anno
Allo studio la possibilità di ricandidarsi dopo due mandati per i sindaci dei Comuni oltre i 15mila abitanti.
La partita sul terzo mandato dei sindaci torna al centro dell’agenda politica. La maggioranza sarebbe al lavoro su una modifica delle attuali regole per consentire ai primi cittadini dei Comuni con più di 15mila abitanti di ricandidarsi anche dopo aver svolto due mandati consecutivi.
Una possibile soluzione potrebbe arrivare entro la fine dell’anno, nell’ambito della più ampia revisione del Testo unico degli enti locali (TUEL). La modifica, sostenuta da tempo dalla Lega, avrebbe effetti su numerose amministrazioni italiane, dove diversi sindaci non potrebbero oggi ripresentarsi alla scadenza del secondo mandato.
Il confronto all’interno della maggioranza sarebbe entrato in una fase importante. Sul provvedimento potrebbero inoltre emergere convergenze anche tra le forze di opposizione, mentre restano ancora da definire i contenuti e la formulazione definitiva della riforma.
Il terzo mandato, però, non sarebbe l’unica modifica allo studio. Tra le ipotesi figura anche un intervento sul sistema elettorale comunale: il ballottaggio potrebbe non essere previsto qualora uno dei candidati sindaco raggiungesse almeno il 40% dei voti validi al primo turno.
Una modifica che inciderebbe sulle dinamiche elettorali nei Comuni in cui oggi è previsto il secondo turno, modificando le strategie dei candidati e delle forze politiche già dalla prima fase della competizione.
Sul tavolo anche una revisione del rapporto tra Consiglio comunale e Giunta. Per i consiglieri eletti che vengono nominati assessori si punta infatti a introdurre il meccanismo della sospensione, in sostituzione della perdita definitiva del seggio.
In questo modo, al termine dell’incarico in Giunta, anche in caso di dimissioni o revoca, il consigliere potrebbe tornare a occupare il proprio posto in Consiglio comunale.