Terra dei Fuochi, 200 milioni in più per le bonifiche: l’annuncio del Governo. E Airola?

L’intervento riguarda in particolare la Terra dei Fuochi, territorio tra le province di Napoli e Caserta.

03 ottobre 2026 17:27
Terra dei Fuochi, 200 milioni in più per le bonifiche: l’annuncio del Governo. E Airola?  -
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Duecento milioni di euro per risanare la Terra dei Fuochi. È la cifra messa sul piatto dal Governo nell'ultimo decreto per l'ambiente approvato dal Consiglio dei ministri. Risorse importanti e attese da tempo per accelerare le bonifiche in un territorio martoriato. C’è però un dettaglio che rischia di trasformarsi in un paradosso: quei fondi sono blindati all'interno di un perimetro ben preciso, dal quale restano escluse altre emergenze della regione.

I confini della mappa e i ritardi storici
La "Terra dei Fuochi" non è tutta la Campania. Per la mappa ufficiale stilata dall'ISPRA (l'Istituto per la protezione ambientale), comprende 90 Comuni schiacciati tra le province di Napoli e Caserta: 1.100 chilometri quadrati in cui si concentra la gran parte dei monitoraggi.
Un territorio dove la burocrazia procede a passo di lumaca: sugli oltre 1.900 procedimenti di bonifica aperti negli anni, soltanto una minima parte è arrivata alla fase concreta dei lavori. Il nuovo finanziamento serve proprio a spingere su questi cantieri mai partiti.
Il fumo non conosce confini: cosa è successo ad Airola
Mentre a Roma si firmava il decreto, a pochi chilometri di distanza esplodeva un caso che dimostra quanto i confini geografici valgano poco di fronte a un disastro ecologico.
A fine agosto, un maxi-incendio ha travolto un impianto di stoccaggio rifiuti ad Airola, in provincia di Benevento. Le fiamme si sono riaccese una settimana dopo e il vento ha spinto la nube tossica oltre i confini del Comune, raggiungendo la vicina Cervinara. I controlli dell'ARPAC hanno registrato livelli di diossina oltre la norma proprio nel comune vicino, a dimostrazione che il veleno viaggia con il vento e non si ferma ai cartelli stradali.

Fuori dai fondi: la grande incognita
Ed è qui che nasce il cortocircuito politico e gestionale. Airola e la Valle Caudina non fanno parte dei 90 Comuni della "Terra dei Fuochi". Significa che non vedranno un euro dei 200 milioni appena stanziati, pensati esclusivamente per la fascia napoletana e casertana.
Questo non vuol dire che Airola non possa accedere ad altri fondi straordinari, ma evidenzia un limite strutturale nell'approccio alle emergenze: la tutela dell'ambiente non può essere gestita "a compartimenti stagni".

Un rogo di rifiuti brucia l'aria, inquina i terreni e minaccia le coltivazioni a prescindere dal codice postale. Garantire risorse a chi lotta da anni contro i veleni è sacrosanto. Ma l'incendio di Airola lascia aperta una domanda cruciale: cosa succede quando la terra brucia fuori dai confini stabiliti sulla carta?

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