Tentato omicidio di Montesarchio: annullato il sequestro del telefono di Nicolò Palermo

Il Riesame accoglie il ricorso dei legali: cade nuovamente il sequestro del dispositivo di Palermo, imputato per il tentato omicidio di Cusano.

A cura di Redazione
23 aprile 2026 16:19
Tentato omicidio di Montesarchio:  annullato il sequestro del telefono di Nicolò Palermo -
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Il Tribunale del Riesame di Benevento ha annullato senza rinvio, accogliendo il ricorso degli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, il secondo sequestro del telefono disposto dalla Procura nei confronti di Nicolò Palermo. Il diciannovenne beneventano è imputato per il tentato omicidio di Gaetano Cusano, avvenuto tra il 4 e il 5 ottobre scorsi presso il locale Xuè di Montesarchio. La decisione giunge dopo che la Suprema Corte di Cassazione, sempre su ricorso dei difensori, aveva già annullato il precedente sequestro finalizzato ad analizzare i contatti dell'indagato.

Secondo la ricostruzione accusatoria, Palermo avrebbe partecipato a una spedizione punitiva partita da Benevento con quattro veicoli per aggredire un gruppo rivale. Durante l'episodio, il ragazzo avrebbe immobilizzato Cusano attraverso una manovra di soffocamento, consentendo ai complici di colpire la vittima con calci, pugni e una mazza da baseball. Il giovane di Vitulano aveva riportato gravissime lesioni, finendo in coma a seguito dell'aggressione, ricostruita dagli inquirenti tramite testimonianze, telecamere e analisi dei dispositivi mobili.

La vicenda giudiziaria legata a Palermo ha registrato diverse fasi complesse nei mesi scorsi, segnate anche da una pronuncia della Cassazione sulla misura cautelare. In quell'occasione, la Corte Suprema aveva accolto le tesi difensive, annullando l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che confermava il carcere per l'indagato. Tale decisione aveva imposto la celebrazione di un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione del Riesame partenopeo, sollevando questioni processuali di rilievo che hanno caratterizzato l'intero iter.

Oggi, con questo nuovo provvedimento, la posizione di Palermo torna al centro di un dibattito tecnico incentrato sulla legittimità degli atti istruttori della Procura. Nonostante la gravità della contestazione, che vede l'imputato accusato di aver giocato un ruolo chiave nell'immobilizzare la vittima durante il violento pestaggio, i difensori continuano a ottenere risultati favorevoli sul piano procedurale. Resta ora da vedere come la Procura intenda proseguire le indagini e se la decisione del Riesame beneventano inciderà ulteriormente sul quadro probatorio complessivo del procedimento.

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