Tenta di acquistare una Porsche Macan con assegno circolare falso da 75 mila euro

Pregiudicato di Atripalda si sarebbe presentato a Brescia con un assegno circolare falso da 75mila euro per acquistare una Porsche Macan. Il venditore aveva avvisato la Polizia.

01 ottobre 2026 22:24
Tenta di acquistare una Porsche Macan con assegno circolare falso da 75 mila euro -
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La truffa dell’auto acquistata a distanza torna al centro dell’attenzione dopo l’arresto di un 32enne di Atripalda, noto alle forze dell’ordine, che si sarebbe recato a Brescia con l’intenzione di acquistare una Porsche Macan del valore di 75mila euro utilizzando un assegno circolare risultato poi falso.

Secondo quanto ricostruito, la vicenda sarebbe iniziata alcuni giorni prima con alcuni contatti telefonici tra il presunto acquirente e il proprietario della vettura, individuata attraverso il sito specializzato AutoScout. Dopo aver raggiunto un accordo sul prezzo, il 32enne avrebbe organizzato il viaggio da Atripalda a Brescia, portando con sé l’assegno circolare dell’importo concordato.

Arrivato nella giornata di ieri alla stazione ferroviaria di Brescia, però, l'uomo non avrebbe trovato ad attenderlo il venditore della Porsche, ma gli agenti della Polizia.

Il proprietario dell’auto, infatti, si sarebbe accorto di alcuni elementi sospetti e, ritenendo di essere vittima di un tentativo di truffa, avrebbe tempestivamente informato le forze dell’ordine. Gli investigatori avrebbero quindi predisposto l’intervento alla stazione, dove il 32enne è stato fermato.

Durante i controlli, oltre all’assegno circolare da 75mila euro, sarebbe stata trovata nella disponibilità dell’uomo anche un’utenza telefonica intestata a una persona risultata inesistente.

Il 32enne è stato arrestato e accompagnato nelle camere di sicurezza della Questura di Brescia. Questa mattina è comparso davanti al Tribunale di Brescia per il giudizio con rito direttissimo.

Difeso dall’avvocato Rolando Iorio, l’imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere, non fornendo dichiarazioni sulla propria presenza a Brescia né sull’assegno trovato in suo possesso.

Nel corso dell’udienza, il pubblico ministero Caty Bressanelli aveva chiesto l’applicazione di una misura cautelare custodiale, in carcere o agli arresti domiciliari.

Il Tribunale di Brescia ha invece accolto la richiesta della difesa disponendo l’immediata scarcerazione dell’indagato e applicando nei suoi confronti la misura del divieto di dimora nella città di Brescia.

Il procedimento proseguirà davanti al Tribunale di Brescia. La prossima udienza è stata fissata per il 26 ottobre.

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