Il futuro non si ruba, si costruisce

Telese Terme, don Maurizio Patriciello incontra oltre 150 studenti

Scuola, legalità e disagio giovanile al centro dell’iniziativa promossa dal Cesvolab. Il parroco di Caivano richiama adulti e istituzioni alle proprie responsabilità: «Dobbiamo innamorare i ragazzi alla vita»

30 ottobre 2026 20:58
Telese Terme, don Maurizio Patriciello incontra oltre 150 studenti -
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Oltre 150 studenti a confronto con don Maurizio Patriciello per riflettere sul disagio giovanile, sull’educazione alla legalità e sulla costruzione di un futuro fondato sulle opportunità, sulla partecipazione e sull’inclusione. Si è svolto questa mattina a Telese Terme l’incontro promosso dal CSV Irpinia Sannio ETS – Cesvolab, dal titolo «Il futuro non si ruba. Si costruisce», un appuntamento dedicato al dialogo tra giovani, scuola, istituzioni e mondo del volontariato.

L’iniziativa rientra tra le tappe del contest «#DonareMiDona Non Profit», promosso dall’Istituto Italiano della Donazione, ed è inserita nel progetto «Il Mantello condiviso», la rete tra scuola e volontariato sostenuta dal Cesvolab insieme alle associazioni di Irpinia e Sannio.

Protagonisti dell’incontro sono stati gli studenti dell’istituto comprensivo telesino, dell’istituto superiore «Telesi@» e dell’istituto superiore «Alfonso Maria de’ Liguori» di Sant’Agata de’ Goti, accompagnati dai rispettivi docenti. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di ascoltare la testimonianza di don Patriciello e di rivolgergli domande, dando vita a un confronto diretto sui problemi e sulle prospettive delle nuove generazioni.

Don Patriciello: «La scuola deve preparare i ragazzi a vivere»

Nel suo intervento, don Maurizio Patriciello ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola e del Terzo Settore nell’accompagnare i giovani verso una vita autonoma e consapevole. Un percorso che, secondo il sacerdote, non può fermarsi al termine degli studi, ma deve trovare uno sbocco concreto nel mondo del lavoro.

«Terzo Settore e scuola possono fare davvero tanto per questi ragazzi», ha affermato, evidenziando come la formazione debba preparare i giovani ad affrontare la vita e a costruire il proprio futuro. «Dopo la scuola deve esserci il lavoro, deve avvenire in maniera quasi automatica che un ragazzo passi da un istituto superiore, dall’università al lavoro. Altrimenti ci sono la disoccupazione, la strada, questa terra che diventa di nessuno. Io penso che in questo dobbiamo fare veramente molto di più».

Un richiamo alle responsabilità delle istituzioni e della comunità, soprattutto nelle aree interne, dove la mancanza di opportunità può rendere più difficile per i giovani immaginare e realizzare il proprio futuro.

«Prima di parlare dei ragazzi, dobbiamo parlare degli adulti»

Un altro passaggio centrale della riflessione di don Patriciello ha riguardato il ruolo degli adulti. Genitori, insegnanti, Chiesa e comunità sono chiamati a interrogarsi sulla qualità dell’educazione offerta alle nuove generazioni e sulla capacità di rappresentare modelli credibili.

«Prima di parlare dei ragazzi dobbiamo però parlare dei formatori, degli educatori. Il problema sono i genitori, gli insegnanti, la Chiesa, la città: ecco, che cosa abbiamo dato a questi ragazzi? Li abbiamo innamorati alla vita? Siamo stati capaci di essere testimoni credibili?», ha chiesto il sacerdote.

Il disagio giovanile, ha evidenziato, non può essere affrontato limitandosi alla condanna dei comportamenti, ma richiede la capacità di comprenderne le cause e di intervenire prima che situazioni di difficoltà si trasformino in fenomeni di violenza.

«Prima di condannarli dobbiamo cercare anche di capirli», ha aggiunto, invitando a riflettere sulle condizioni familiari, economiche e sociali che possono limitare le possibilità dei ragazzi. L’obiettivo deve essere quello di impedire che il luogo in cui si nasce o le difficoltà del contesto di provenienza diventino ostacoli insormontabili alla costruzione di un futuro diverso.

Il ruolo del volontariato e delle comunità locali

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, delle forze dell’ordine, delle realtà associative e del tessuto economico del territorio.

Tra i presenti l’assessore all’Istruzione e alle Pari Opportunità del Comune di Telese Terme, Filomena Di Mezza; il presidente di IO X Benevento Aps, Giuseppe Schipani; la dirigente dell’istituto «Telesi@», Marlène Viscariello; il presidente del Cesvolab, Raffaele Amore; e don Rino Morra, presidente di Galea Odv, associazione impegnata in attività all’interno della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi.

Hanno partecipato anche numerose associazioni di volontariato, il sindaco di Melizzano, Francesco Galietta, rappresentanti del Comando dei Carabinieri di Telese Terme, del Commissariato di Pubblica Sicurezza, del GAL Taburno e dell’Impresa Minieri. Presenti, per il Centro Servizi per il Volontariato, il direttore Maria Cristina Aceto e la consigliera del CSV e presidente dell’associazione Bagliori di luce Odv, Antonietta Raduazzo.

Una presenza ampia e articolata che ha confermato l’importanza della collaborazione tra i diversi soggetti del territorio nella prevenzione del disagio e nella promozione della cittadinanza attiva.

Raffaele Amore: «Il futuro delle aree interne si costruisce tutti assieme»

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente del Cesvolab, Raffaele Amore, che ha evidenziato l’importanza della testimonianza di don Patriciello e del coinvolgimento diretto degli studenti.

«Questo incontro tra i ragazzi e don Maurizio Patriciello è stata sicuramente un’esperienza bella e formativa, non solo per loro ma anche per noi adulti», ha dichiarato Amore. «La sua testimonianza di cittadino attivo che opera in questa nostra terra, il racconto delle sue battaglie contro le dipendenze, hanno offerto ai ragazzi un punto di riflessione e quindi di discussione. È stato importante vedere la loro partecipazione e il modo con il quale hanno dialogato con don Maurizio».

Per il presidente del Cesvolab, l’appuntamento ha rappresentato anche un’occasione per ribadire la necessità di un impegno condiviso per il futuro delle aree interne.

«Il futuro delle nostre aree interne lo si costruisce tutti assieme, istituzioni, scuole e Terzo Settore, confrontandosi ogni giorno e collaborando per rendere le nostre comunità sempre più inclusive e partecipative», ha concluso.

Un messaggio che riassume il senso della giornata di Telese Terme: offrire ai giovani ascolto, strumenti e opportunità concrete, affinché possano diventare protagonisti consapevoli della propria vita e del futuro delle comunità in cui crescono.

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