Taurasi, una caserma intitolata al capitano Caggiano
Venerdì 30 ottobre l’inaugurazione della nuova Stazione dei Carabinieri e l’omaggio al militare, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, fucilato a Corfù nel 1943.
Taurasi si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri, il capitano dei Carabinieri Teobaldo Ernesto Caggiano, insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria. Venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 10.30, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Stazione dei Carabinieri, si terrà la cerimonia solenne di intitolazione della caserma all’ufficiale, caduto durante i drammatici eventi seguiti all’armistizio dell’8 settembre 1943.
Alla presenza dei familiari del Decorato e delle autorità religiose, civili e militari, la comunità renderà così tributo al coraggio, al senso del dovere e alla fedeltà alla Patria dimostrati da Caggiano, la cui vicenda personale e militare resta una testimonianza significativa della storia dell’Arma e del sacrificio dei militari italiani durante la Seconda guerra mondiale.
Dalle aule universitarie alla scelta della vita militare
Nato a Taurasi il 24 novembre 1914, figlio di Michelangelo e Palmira Tranfaglia, Teobaldo Ernesto Caggiano frequentò il liceo classico Pietro Colletta di Avellino, conseguendo la maturità con il massimo dei voti. Proseguì quindi gli studi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coltivando al contempo una crescente passione per la vita militare.
Nel 1934 entrò alla Scuola Allievi Ufficiali di Potenza, conseguendo il grado di sottotenente e prestando servizio nell’Arma di Artiglieria dell’Esercito Italiano. Congedatosi per completare il percorso universitario, si laureò in Giurisprudenza e ottenne l’abilitazione all’esercizio della professione forense. In quegli anni ebbe anche l’opportunità di essere allievo di Guido Dorso, noto giurista e intellettuale irpino.
La vocazione militare e il profondo senso del dovere ebbero tuttavia la meglio. Nel 1939 Caggiano rientrò nell’Esercito con il grado di tenente e, nel 1940, transitò nei ruoli del complemento dell’Arma dei Carabinieri. Dopo essere stato assegnato al Gruppo di Benevento e successivamente ad Ancona, fu destinato ai teatri operativi della guerra, prima in Albania e poi in Grecia, sull’isola di Corfù, dove comandò una Compagnia Carabinieri nell’ambito della Divisione Acqui.
La resistenza a Corfù e il sacrificio
La pagina più drammatica della sua vita si aprì dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943. A Corfù, Caggiano si oppose, insieme ai suoi Carabinieri e ad altri militari italiani, alle richieste di resa avanzate dalle truppe tedesche. Secondo la ricostruzione della sua vicenda, poté contare anche sul sostegno di circa seicento civili greci, pronti a combattere al fianco degli italiani.
In un contesto segnato da violenze e combattimenti, il capitano mantenne la propria posizione, affrontando le conseguenze di una scelta che avrebbe pagato con la vita. Catturato dai tedeschi, venne fucilato a Corfù il 25 settembre 1943, nel quadro della tragica sorte toccata a numerosi militari italiani dopo l’armistizio.
Il suo sacrificio gli valse la Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria, riconoscimento che ne consacra il coraggio e l’alto senso dell’onore.
Una memoria che diventa patrimonio della comunità
A oltre ottant’anni da quei fatti, l’intitolazione della Stazione dei Carabinieri rappresenta un gesto concreto per mantenere viva la memoria del capitano Caggiano e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni. Il suo nome sarà legato a un presidio di legalità e sicurezza, chiamato ogni giorno a essere vicino ai cittadini e al territorio.
La cerimonia del 30 ottobre sarà accompagnata da momenti di particolare solennità: lo schieramento dei Carabinieri in Grande Uniforme, la resa degli onori al Caduto e la scopertura della targa commemorativa. Un insieme di gesti che unirà il ricordo del sacrificio individuale al significato attuale del servizio dell’Arma.
Per Taurasi, l’intitolazione sarà un’occasione di orgoglio e raccoglimento: il riconoscimento pubblico di una storia che appartiene alla comunità locale, ma che parla anche al Paese intero. Quella del capitano Teobaldo Ernesto Caggiano è infatti una testimonianza di coraggio, responsabilità e fedeltà ai propri ideali, destinata a trovare nella nuova caserma un luogo permanente di memoria.