Suicidio assistito: il Tribunale di Torre Annunziata sblocca il caso della paziente ALS
L'ordinanza impone tempi certi alle ASL coinvolte per garantire la procedura entro settembre.
Il Tribunale di Torre Annunziata ha accolto il ricorso presentato da una donna affetta da Sclerosi Laterale Amiotrofica, ordinando alle aziende sanitarie di completare immediatamente tutti gli adempimenti necessari per consentire l'accesso al suicidio medicalmente assistito. La decisione, resa nota dall'Associazione Luca Coscioni per bocca dell'avvocata Filomena Gallo, segna un punto di svolta fondamentale nella battaglia legale condotta dalla donna per vedere riconosciuta la propria volontà.
L'ordinanza giunge all'indomani di un'intensa udienza nella quale la paziente, collegata da remoto e in grado di comunicare esclusivamente attraverso l'uso del puntatore oculare, ha confermato direttamente al giudice la propria fermezza nell'esigere la fine delle estenuanti attese burocratiche. Riconoscendo che l'inesorabile progressione irreversibile della patologia rende inaccettabile ogni ulteriore ritardo, il magistrato ha stabilito che l'assenza di tempi certi stava compromettendo irrimediabilmente i diritti della ricorrente, imponendo così obblighi precisi e scadenze inderogabili alle strutture coinvolte.
Per rendere operativa la procedura, il giudice ha disposto che la Usl Toscana Nord Ovest metta a disposizione dell'Asl Napoli 3 Sud il dispositivo per l'autosomministrazione già impiegato con successo nel precedente caso toscano. La consegna del macchinario dovrà avvenire entro sette giorni lavorativi a partire dal ventinove agosto, e tutte le spese correlate saranno interamente a carico dell'azienda sanitaria. Il tribunale ha già fissato una nuova udienza per il ventiquattro settembre duemilaseisei al fine di verificare la puntuale esecuzione di quanto ordinato. Come sottolineato dall'avvocata Gallo, questo provvedimento è di straordinaria importanza poiché trasforma il semplice riconoscimento teorico dei requisiti della malata in azioni concrete, stabilendo con chiarezza che gli ostacoli organizzativi e amministrativi non possono più paralizzare l'esercizio di una scelta legittima attesa da oltre un anno.