Striscione rimosso alla Daneo: appello alle scuole della Valle Caudina
Dopo il caso di Genova, l’appello alle scuole caudine: esporre messaggi di inclusione e ribadire che nessuno deve sentirsi straniero. Genova
«Qui nessuno è straniero». È la frase che, dopo quanto accaduto alla scuola primaria Daneo di Genova, potrebbe comparire anche sui cancelli degli istituti scolastici della Valle Caudina.
L’appello arriva alle comunità scolastiche del territorio e nasce dalla vicenda che ha coinvolto bambini, genitori e insegnanti della scuola genovese. Uno striscione con la scritta «Qui nessuno è straniero», riportata in diverse lingue, era stato preparato e affisso all'ingresso dell’istituto come messaggio di inclusione. Il riferimento era anche al dibattito sul nuovo provvedimento relativo alla presenza degli alunni stranieri nelle classi.
Venerdì mattina, davanti ai bambini che stavano entrando a scuola, due agenti in abiti civili hanno rimosso lo striscione. La Questura di Genova ha successivamente spiegato che si trattava di personale impegnato in un ordinario servizio di controllo del territorio e che la rimozione era avvenuta «d’iniziativa», dopo una segnalazione arrivata dalla Sala operativa della Polizia locale.
La Questura ha inoltre comunicato l’avvio di accertamenti interni per chiarire le modalità e le ragioni dell’intervento. Lo striscione è stato successivamente restituito alla scuola.
Un episodio che ha acceso il dibattito e suscitato reazioni nella comunità scolastica genovese. Ma che ora diventa anche lo spunto per un’iniziativa rivolta alle scuole della Valle Caudina.
L’idea è semplice: portare sui cancelli degli istituti messaggi che parlino di accoglienza, pluralismo e convivenza. Un gesto simbolico per ribadire che la scuola può essere, prima di tutto, uno spazio nel quale imparare a conoscere e rispettare l’altro.
«La scuola non dovrebbe essere il luogo in cui si costruiscono muri, ma quello in cui si imparano a riconoscere e abbattere i pregiudizi», è il messaggio alla base dell’appello.
E proprio ai bambini della Daneo viene ricondotta una frase che sintetizza il senso dell’iniziativa: «La scuola deve rimanere per tutte e tutti».
Da qui la proposta alle scuole della Valle Caudina: esporre sui cancelli e sulle facciate degli istituti striscioni con messaggi di inclusione. Non una risposta politica, nelle intenzioni dei promotori, ma un gesto affidato alla scuola e alla sua funzione educativa.
Un modo per ricordare, attraverso parole semplici e visibili, che nessun bambino dovrebbe sentirsi straniero nel luogo in cui studia, cresce e costruisce il proprio futuro.