Strage del Bus viadotto Acqualonga, oggi la commemorazione delle 40 vittime
Nel pomeriggio le comunità di Pozzuoli e Monteforte Irpino si ritroveranno unite attorno al monumento eretto ai piedi del viadotto teatro della tragedia
Il 28 luglio di tredici anni fa, quaranta persone hanno perso la vita precipitando dal viadotto "Acqualonga" dell'A16 a Monteforte Irpino mentre tornavano a Pozzuoli da un pellegrinaggio. L'aprile dello scorso anno la Corte di Cassazione ha consegnato la verità giudiziaria definitiva su questa tragedia, sancendo nove condanne per i responsabili dell'incidente e chiudendo un lungo e doloroso iter processuale. Nel pomeriggio di oggi, le vittime saranno commemorate con una cerimonia solenne ai piedi del viadotto alla presenza dei sindaci dei due comuni coinvolti.
Il verdetto della Suprema Corte ha ribaltato l'esito del primo grado assolutorio nei confronti dell'ex Ad di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, condannandolo a sei anni di reclusione per grave negligenza. I giudici hanno chiarito come il manager fosse responsabile di una precisa linea aziendale carente sulla sicurezza, colpevole di non aver inserito la riqualificazione e la manutenzione delle barriere del viadotto nel piano pluriennale approvato dal Consiglio di Amministrazione nel dicembre 2008.
Insieme ai vertici di Autostrade, la sentenza ha colpito durevolmente la filiera dei controlli sui veicoli e sulle infrastrutture. La condanna più severa è stata inflitta a Gennaro Lametta, proprietario del pullman nel cui tragico incidente perse la vita anche il fratello Ciro alla guida, sanzionato con nove anni di reclusione. Una pena di quattro anni è stata invece stabilita per la funzionaria della Motorizzazione Civile di Napoli, Antonietta Ceriola, ritenuta colpevole di aver attestato falsamente l'avvenuta revisione del mezzo precipitato.
Il quadro delle responsabilità della società di gestione autostradale si completa con le condanne definitive inflitte ad altri sei ex dirigenti di rilievo dell'azienda. Pene severe sono state confermate per Nicola Spadavecchia e Giulio Massimo Fornaci, entrambi condannati a sei anni, per Paolo Berti a cinque anni e sei mesi, oltre che per Michele Renzi e Bruno Gerardi, ai quali sono stati comminati cinque anni, mentre tre anni sono stati assegnati a Gianluca De Franceschi.
Nel pomeriggio le comunità di Pozzuoli e Monteforte Irpino si ritroveranno unite attorno al monumento eretto ai piedi del viadotto teatro della tragedia. I rispettivi sindaci, Luigi Manzoni e Fabio Siricio, presiederanno il momento di raccoglimento in ricordo dei quaranta concittadini che non fecero mai ritorno a casa. La cerimonia rappresenta un passaggio doveroso per non dimenticare una delle pagine più drammatiche della storia viaria italiana, oggi sancita anche sul piano del diritto.