Sparatoria al Wikka Park, De Luca: «I commercianti non siano il capro espiatorio»

Il commerciante beneventano esprime solidarietà al gestore del locale e invita la categoria a ritrovare unità: «Dobbiamo tornare a crederci».

29 agosto 2026 15:55
Sparatoria al Wikka Park, De Luca: «I commercianti non siano il capro espiatorio» -
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«Quello che è accaduto qualche sera fa al Wikka Park, con una sparatoria avvenuta nel corso della serata e un giovane rimasto ferito alla mano, non può lasciarci indifferenti».
A parlare è Gennaro De Luca, commerciante beneventano e gestore, insieme alla propria famiglia, di un'attività di ristorazione. La vicenda lo spinge a esprimere solidarietà al gestore del locale e, allo stesso tempo, ad aprire una riflessione sulla sicurezza e sulle difficoltà di chi gestisce un'attività aperta al pubblico.
«Chi gestisce un'attività aperta al pubblico sa cosa significhi trovarsi improvvisamente davanti a una situazione di pericolo. Anche quando un episodio non dipende dalla gestione del locale, il titolare si sente comunque responsabile per ciò che accade nel proprio spazio».
De Luca richiama anche l'attenzione sul provvedimento di chiusura dell'attività per quindici giorni disposto dal Questore.
«Parliamo di un'attività fortemente stagionale, arrivata ormai verso la conclusione dell'estate. Quindici giorni di chiusura rappresentano un danno importante, soprattutto quando l'evento non è riconducibile alla volontà o alle scelte del gestore».
Secondo il commerciante, occorre distinguere le responsabilità e, nello stesso tempo, interrogarsi su quanto sta accadendo.
«Benevento è una realtà relativamente piccola, una città che abbiamo sempre considerato tranquilla. Proprio per questo, quando accadono episodi di questo tipo, dobbiamo interrogarci. Sicurezza e rispetto delle regole sono fondamentali, ma dobbiamo anche capire perché determinati fenomeni stiano emergendo e come una comunità possa prevenirli».

«I commercianti non possono pagare per la follia dei singoli»

Il discorso si sposta quindi sulla categoria. Per De Luca, chi lavora nel commercio è il primo a chiedere sicurezza, ma non può essere considerato responsabile di ogni comportamento illecito commesso all'interno di un'attività.
«Noi commercianti siamo i primi a volere sicurezza, tranquillità e rispetto delle regole nei nostri locali. Ma non possiamo diventare noi a pagare, economicamente e psicologicamente, per la follia di singoli individui che decidono di commettere un gesto criminale».
Da qui anche il richiamo a una maggiore unità tra gli operatori. De Luca ricorda gli anni della pandemia, quando le difficoltà avevano spinto molti commercianti beneventani a fare squadra.
«Durante il Covid noi commercianti eravamo molto più uniti. Abbiamo organizzato iniziative, ci siamo sostenuti e siamo arrivati anche a consegnare simbolicamente le chiavi delle nostre attività al sindaco, perché eravamo letteralmente in ginocchio».
Una solidarietà che, secondo il commerciante, dovrebbe tornare a essere un valore anche oggi.
«Il commerciante che abbiamo accanto non è necessariamente un nostro nemico o un concorrente da combattere. È una persona che, come noi, ogni giorno investe, rischia, paga dipendenti, tasse e costi e cerca di tenere viva una città».

«Dobbiamo tornare a crederci»

La riflessione arriva infine al futuro di Benevento. De Luca rivendica la scelta della propria famiglia di restare e investire sul territorio, nonostante le difficoltà.
«Io e la mia famiglia abbiamo scelto di investire qui. Molti giovani della nostra generazione hanno lasciato Benevento per cercare altrove opportunità e futuro. Noi abbiamo scelto di restare e di investire nelle nostre radici».
Per il commerciante, la città ha tutte le caratteristiche per tornare a essere più attrattiva, puntando sulla propria storia, sulla cultura e sul patrimonio monumentale.
«Ci apprestiamo ad affrontare la stagione invernale: questo dovrebbe essere il momento per programmare, unire le forze e costruire nuove opportunità».
Infine, un pensiero al gestore del Wikka Park: «Mi auguro che possa presto tornare ad aprire la propria attività con serenità e che questa vicenda non rappresenti la fine di una stagione, ma l'occasione per ripartire».
E il messaggio conclusivo è rivolto a tutta la categoria: «Noi commercianti beneventani dobbiamo tornare a crederci. Dobbiamo tornare a sostenerci. Perché difendere le nostre attività significa anche difendere la nostra città. Noi in Benevento ci crediamo ancora».

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