Sigilli al cantiere nel porto di Agropoli: sbancata la falesia per la piscina fuorilegge
Guardia di Finanza e Polizia Municipale bloccano i lavori in area vincolata: scavata la roccia e creato il rischio di crolli lungo la costa.
Un blitz coordinato tra la Guardia di Finanza della Compagnia di Agropoli e la Polizia Municipale locale ha portato al sequestro preventivo dell’intero cantiere edile situato nella strategica e delicata zona del Porto. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania e immediatamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari, ha messo un punto fermo a una serie di interventi abusivi realizzati in totale sfregio alle normative edilizie e ambientali.
Gli accertamenti investigativi hanno svelato una realtà ben più grave rispetto ai primi sospetti emersi nei giorni precedenti, quando le forze dell'ordine avevano già apposto i primi sigilli d'iniziativa a una tettoia in calcestruzzo e a un imponente muro di contenimento lungo venti metri e alto due metri e mezzo, costruiti in completa difformità rispetto alla SCIA presentata nel 2023. Il prosieguo delle indagini ha infatti portato alla luce una trasformazione radicale e del tutto illegittima dell'area.
Gli indagati non si sono limitati a spostare arbitrariamente il punto in cui avrebbe dovuto sorgere una piscina, ma hanno edificato da zero, e senza alcun titolo abilitativo, un locale tecnico destinato a ospitarne gli impianti, oltre a tracciare una pista con relativa piazzola di sosta e collegamenti vari. L'aspetto più inquietante riguarda l'impatto ambientale e strutturale dei lavori: tutte le opere ricadono infatti in un'area sottoposta a rigido vincolo paesaggistico e ambientale, soggetta alla tutela demaniale del Codice della Navigazione e classificata a rischio sismico.
Per far spazio ai nuovi manufatti, i responsabili avrebbero rimosso una consistente massa rocciosa dalla falesia naturale, estirpando la tipica vegetazione della macchia mediterranea e generando una pericolosa instabilità della parete che espone l'intera zona al concreto rischio di crolli. L'Autorità Amministrativa è stata tempestivamente edotta degli sviluppi per avviare le immediate procedure di messa in sicurezza del sito, mentre le indagini proseguono per determinare la fondatezza delle accuse nelle prossime fasi processuali.