Sigilli a uno stabilimento di 2.000 metri quadri abusivo sul demanio di Castel Volturno

Operazione congiunta di Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto coordinata dalla Procura sammaritana per la tutela del litorale domizio.

25 luglio 2026 09:43
Sigilli a uno stabilimento di 2.000 metri quadri abusivo sul demanio di Castel Volturno -
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Questa mattina a Castel Volturno la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, su impulso della Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli e coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare di circa 2.000 metri quadrati abusivamente edificato sul demanio marittimo.

L'intervento odierno si inserisce in un piano investigativo più ampio e articolato, mirato a contrastare in modo sistematico l'occupazione abusiva e l'edificazione illecita lungo la fascia costiera del litorale domizio. L'azione congiunta del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, della Compagnia di Mondragone e dell'Ufficio Locale Marittimo di Castel Volturno ha permesso di far luce su gravissime irregolarità nella gestione delle aree demaniali. La sinergia tra la Procura Sammaritana e la Procura Generale di Napoli si conferma così un tassello fondamentale per la salvaguardia del territorio e la restituzione delle aree pubbliche alla collettività.

Il provvedimento cautelare reale è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a seguito di un'accurata fase di analisi e riscontri sul campo. Le strutture sequestrate comprendono l'intero stabilimento e gli immobili annessi, edificate in assenza dei titoli necessari su una porzione di costa di notevole pregio e rilevanza strategica. L'operazione rappresenta un duro colpo all'abusivismo edilizio che per anni ha martoriato il paesaggio costiero campano.

L'autorità giudiziaria precisa che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la misura cautelare è stata disposta prima del contraddittorio tra le parti. Come ricordato dal Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino all'eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna. Spetterà ora al giudice della fase processuale valutare le posizioni dei singoli soggetti ed eventualmente accertare l'assenza di qualsiasi responsabilità penale.

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