Si puo' morire per aver detto: non gettate bottiglie contro la vetrina?

Le piazze in mano al "branco": quando uscire di casa diventa un rischio mortale

A cura di Redazione
12 aprile 2026 14:21
Si puo' morire per aver detto: non gettate bottiglie contro la vetrina? -
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C’è un senso di impotenza che attraversa le nostre città, da nord a sud. Le piazze, che per secoli sono state il simbolo dell’incontro e della civiltà, si stanno trasformando in zone franche, territori di conquista per gruppi di giovanissimi che confondono il divertimento con l'anarchia e la violenza. Oggi, alzare la voce per chiedere rispetto o decoro non è più un gesto di senso civico: è un azzardo che può costare la vita.

Il controllo del territorio sembra essere scivolato dalle mani delle istituzioni a quelle di "branchi" di adolescenti, spesso alterati dall'alcol e privi di ogni freno inibitorio. In questo scenario, la libertà dei cittadini di godersi una serata in centro viene barattata con la paura, rendendo ogni uscita un potenziale rischio.

La tragedia di Massa: morire per un richiamo

L'ennesima conferma di questa deriva arriva da Massa, dove la scorsa notte la violenza più cieca ha distrutto una famiglia. Giacomo Bongiorni, 47 anni, è rimasto vittima di quel "coraggio civile" che oggi sembra diventato una condanna.

L’uomo stava trascorrendo il sabato sera in piazza Palma insieme al cognato e al figlio di soli 11 anni. Una serata normale, spezzata dall'arrivo di una decina di ragazzi tra i 16 e i 18 anni. Il gruppo, in preda ai fumi dell'alcol, ha iniziato a bersagliare le vetrine dei negozi con bottiglie e bicchieri.

L’aggressione e l’addio davanti al figlio

Quando il cognato di Bongiorni ha tentato di fermare quel vandalismo gratuito chiedendo di non gettare il vetro in terra, è scattata la molla della follia. Il branco si è scagliato contro i due uomini con una ferocia inaudita. Giacomo è intervenuto per difendere il parente, ma durante la colluttazione è finito a terra, battendo violentemente la testa.

Il trauma è stato fatale: un arresto cardiaco lo ha strappato alla vita sotto gli occhi del figlio piccolo, rimasto pietrificato dal terrore. Mentre il cognato veniva trasportato in ospedale con gravi fratture, per Giacomo non c’è stato nulla da fare.

Città ostaggio: l'urgenza di risposte

Mentre i Carabinieri setacciano le telecamere di piazza Palma per dare un volto agli aggressori – che sarebbero tutti italiani e giovanissimi – resta l’amarezza di una comunità ferita.

Non si tratta più di "ragazzate", ma di delinquenza pura. Se il centro cittadino diventa un luogo dove un padre non può più portare il figlio senza temere di finire massacrato per aver difeso il bene comune, allora il problema non è solo l'ordine pubblico, ma il collasso del tessuto sociale stesso. Massa oggi piange Giacomo, ma la rabbia di chi non si sente più sicuro in casa propria è un incendio che rischia di divampare ovunque.

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