Sfrattata e senza i suoi figli: "Non sono una criminale, ridatemi i miei ragazzi"
Vive in auto a Campomarino dopo il collocamento dei figli in comunità: Cristina chiede un tetto per sperare nel ricongiungimento a settembre.
Ha perso prima l'affidamento dei suoi due figli di 12 e 15 anni e poi la casa, ritrovandosi a vivere in un'automobile a Campomarino, da circa tre settimane. La protagonista di questa dolorosa vicenda è Cristina Apetrei, una donna di quarant'anni che da un anno e mezzo combatte una battaglia legale e umana per riassaporare la normalità insieme ai suoi ragazzi. La sua storia si consuma tra le difficoltà economiche e le decisioni del Tribunale per i minorenni, culminate in un appello disperato per trovare un alloggio prima della prossima udienza giudiziaria.
Fino a poco tempo fa la vita della quarantenne scorreva senza particolari scossoni, prima che l'intervento dei servizi sociali stravolgesse del tutto il suo nucleo familiare. Gli operatori le hanno contestato una gestione domestica inadeguata, legata alle troppe assenze scolastiche dei figli, al disordine e alla presenza di numerosi gatti che avevano scatenato le proteste dei vicini. Tra le accuse figurava anche un'ipotesi di maltrattamenti, un sospetto che tuttavia non ha trovato alcun riscontro concreto a seguito dei controlli effettuati dalle autorità.
Determinata a far sentire la propria voce, la donna ha anche messo in atto una protesta pacifica proprio davanti alla sede del Tribunale dei Minori di Campobasso. Grazie all'assistenza del suo legale, l'avvocato Marisa Mascia, Cristina è riuscita recentemente a ottenere il permesso di riabbracciare periodicamente i ragazzi. Gli incontri avvengono in modalità protetta ogni due settimane, di venerdì, rappresentando l'unico esile legame quotidiano mantenuto con i suoi figli mentre si avvicina una data decisiva per il loro futuro.
Il mese di settembre segnerà infatti un passaggio fondamentale con la nuova udienza fissata dai giudici, momento in cui la disponibilità di una dimora stabile potrebbe fare tutta la differenza. La donna confida di non aver mai commesso reati, di non fare uso di alcol o droghe e di desiderare soltanto una seconda possibilità per riavere la sua famiglia sotto lo stesso tetto. Trovare un appartamento in tempi brevi rimane la priorità assoluta per trasformare la speranza in realtà e consentire ai due minori di tornare finalmente dalla madre.