Schiacciato tra i tir: muore a 24 anni

Schiacciato tra due motrici durante le riparazioni: addio a Carmine Albero. La Procura sequestra i mezzi e dispone l'autopsia.

A cura di Redazione
23 febbraio 2026 19:44
Schiacciato tra i tir: muore a 24 anni -
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Una giornata di lavoro si è trasformata in tragedia a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Carmine Albero, un giovane operaio di soli 24 anni originario di Sarno, ha perso la vita in un drammatico incidente sul lavoro avvenuto all'interno di un'officina meccanica specializzata nella riparazione di mezzi pesanti.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, il giovane si trovava tra due camion in fase di riparazione. Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, una terza motrice avrebbe urtato uno dei mezzi fermi, innescando un fatale effetto domino. L’impatto ha spinto il veicolo contro il 24enne, schiacciandolo senza lasciargli scampo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi e il personale del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'Asl, ma ogni tentativo di rianimazione è stato vano.

Le indagini: sequestrati i mezzi e la salma

La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulle responsabilità e sul rispetto delle norme di sicurezza. Al momento sono stati disposti:

  • Il sequestro della salma, in attesa dell'esame autoptico.

  • Il sequestro dei tre mezzi coinvolti nel sinistro.

  • Accertamenti sulla posizione lavorativa del giovane che, dai primi riscontri, risulterebbe regolarmente assunto.

Il dolore della comunità: "Aveva sogni e una voce meravigliosa"

La notizia ha scosso profondamente le comunità di Sarno e Nocera. Carmine non era solo un lavoratore instancabile, ma un giovane attivo nel sociale e con una grande passione per la musica.

Tra i primi messaggi di cordoglio spicca quello del coordinamento giovanile di Forza Italia, di cui Carmine era stato uno dei fondatori:

"Carmine era uno di noi. Un ragazzo che aveva scelto di esserci, di partecipare, di credere nella sua comunità. Lavorava, costruiva il suo futuro e custodiva dentro di sé una passione profonda: il canto. Aveva una voce, aveva sogni, aveva la sua vita davanti."

L'ennesima "morte bianca" riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, spezzando la vita di un giovane che, tra bulloni e motori, progettava il proprio domani a suon di musica.

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