Scarcerato Sabato Ferrante: il ras di Altavilla va ai domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Sabato Ferrante, 28enne di Altavilla Irpina accusato di tentata estorsione e lesioni.

A cura di Redazione
29 aprile 2026 13:44
Scarcerato Sabato Ferrante: il ras di Altavilla va ai domiciliari -
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La decisione dei magistrati del Tribunale della Libertà di Napoli ha ribaltato la custodia cautelare in carcere per Sabato Ferrante, ventottenne originario di Altavilla Irpina e figura nota alle cronache giudiziarie locali. L'uomo, difeso dagli avvocati Vittorio Fucci e Sabato Graziano, si trovava in stato di detenzione poiché ritenuto responsabile di una violenta tentata estorsione aggravata, lesioni personali e detenzione illegale di armi da fuoco. L'accoglimento dell'istanza difensiva ha permesso al giovane di lasciare la struttura penitenziaria per fare ritorno presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

L'indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sotto il coordinamento dei pubblici ministeri Henry John Woodcock e Gabriella Di Lauro, ha ricostruito i contorni di un feroce raid punitivo avvenuto nel capoluogo sannita. Secondo l'impianto accusatorio, Ferrante agiva in un contesto criminale di rilievo, essendo tra l'altro il genero di Roberto Marino, elemento di spicco del narcotraffico campano con una forte influenza territoriale tra le province di Benevento e Avellino. La difesa è riuscita tuttavia a scalfire la solidità delle esigenze cautelari massime, ottenendo per il ventottenne una misura meno afflittiva nonostante la gravità degli episodi contestati dagli inquirenti.

La dinamica dell'aggressione descritta nei verbali investigativi narra di un'incursione brutale all'interno dell'abitazione di una vittima beneventana, colpevole di aver maturato un debito di circa trentaduemila euro legato all'acquisto di cocaina e hashish. Ferrante, accompagnato da un complice che sorvegliava l'area imbracciando un mitra Uzi, avrebbe colpito ripetutamente il debitore con il calcio di una pistola e con una serie di calci e pugni. La spedizione punitiva aveva causato alla vittima diverse lesioni personali e un serio trauma cranico, rendendo necessario l'intervento dei sanitari e l'apertura di un fascicolo per porto e detenzione abusiva di armi da guerra.

Il materiale probatorio raccolto dalla magistratura inquirente si fondava su una vasta mole di intercettazioni telefoniche e ambientali, incrociate con le dichiarazioni rese dalla vittima e i referti medici acquisiti durante la fase dei soccorsi. Nonostante la robustezza del quadro accusatorio delineato dalla DDA, le argomentazioni proposte dai legali Vittorio Fucci e Sabato Graziano hanno convinto il collegio giudicante della sufficienza della misura cautelare domiciliare per contenere il rischio di reiterazione del reato. La vicenda giudiziaria prosegue ora verso il dibattimento, dove verranno vagliate nel dettaglio le responsabilità del giovane imputato in relazione al traffico di stupefacenti nelle aree interne della Campania.

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