Scarcerato nipote del boss "A Manomozza"

Il Gip del Tribunale di Napoli, Dott. Fabio Provvisier, ha scarcerato il ras Aniello Trunacco, 27 anni di San Felice a Cancello, nipote del boss del clan Massaro Giovanni Turnacco, alias “A’ Manomozza...

12 dicembre 2025 14:29
Scarcerato nipote del boss  "A Manomozza" -
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Il Gip del Tribunale di Napoli, Dott. Fabio Provvisier, ha scarcerato il ras Aniello Trunacco, 27 anni di San Felice a Cancello, nipote del boss del clan Massaro Giovanni Turnacco, alias “A’ Manomozza”, difeso dall’Avvocato Vittorio Fucci e dall’Avvocato Francesco Liguori. Turnacco è accusato dalla Procura Distrettuale Antimafia, nell’ambito di una maxi-operazione, di essere a capo, insieme a Rino Gagliardi alias “O’ Pizzaiuol” di San Felice a Cancello, di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Le indagini svolte dalla DDA di Napoli hanno consentito, anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e dichiarazioni di acquirenti, di disvelare l’esistenza di un gruppo criminale dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con base operativa nel comune di San Felice a Cancello. Dalle attività di indagini svolte è emerso un giro d’affari del gruppo criminale di centinaia di migliaia di euro ed è stato possibili ricostruire il percorso degli stupefacenti che, approvvigionati dal gruppo criminale nell’area Nord di Napoli, venivano poi destinati principalmente alle piazze di spaccio di San Felice a Cancello dove, nella frazione Talanico, i carabinieri hanno scoperto un appartamento adibito a “raffineria” per il narcotico oltre a diversi box utilizzati per lo stoccaggio delle varie tipologie di stupefacenti che venivano ceduti anche fuori provincia e in particolare nei centri di Napoli, Benevento e Avellino, con particolare riferimento alla Valle Caudina. La scarcerazione di Turnacco avviene, dopo il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che, accogliendo la richiesta dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Orlando Sgambati, aveva restituito 60 mila euro alla sorella Eva Ester Turnacco, ritenuta la cassiera del clan.

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