Sanità, stop ai ricoveri programmati nelle case di cura accreditate della Campania

Aiop: «Da nove mesi senza budget definitivo e contratti». Circa 3mila prestazioni rinviate. Garantite le urgenze. L'associazione: «Tariffe ferme da 14 anni e prestazioni oltre budget non remunerate»

21 settembre 2026 17:12
Sanità, stop ai ricoveri programmati nelle case di cura accreditate della Campania -
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Stop ai ricoveri programmati nelle case di cura private accreditate della Campania. La protesta, annunciata da Aiop Campania, parte oggi dopo nove mesi di interlocuzioni con la Regione senza, secondo l'associazione, la definizione del budget e dei contratti che regolano quantità e remunerazione delle prestazioni erogate per conto del Servizio sanitario regionale.

Una situazione che, secondo una prima stima fornita da Aiop, avrebbe già determinato il rinvio di circa 3mila prestazioni. Restano garantite le urgenze.

A illustrare le ragioni della vertenza è stato il presidente regionale di Aiop, Sergio Crispino, intervenuto oggi a Napoli. Per l'associazione, il punto di rottura è arrivato nell'ultima riunione con la Regione, il 15 settembre.

«La guerra non l'abbiamo dichiarata noi, ci stiamo semplicemente difendendo», ha dichiarato Crispino, sostenendo che il settore delle strutture ospedaliere accreditate, insieme alla sanità pubblica, contribuisce in modo rilevante al funzionamento del Servizio sanitario regionale.

Secondo Aiop, le strutture stanno ricevendo acconti calcolati sul budget dell'anno precedente, rimasto sostanzialmente invariato. Tra i nodi della vertenza ci sono anche le tariffe, che l'associazione sostiene essere ferme da 14 anni e, in alcuni casi, ridotte del 10%.

I numeri della sanità accreditata

Nel 2025, secondo i dati presentati da Aiop, dei circa 5,3 miliardi di euro destinati al fondo ospedaliero regionale, 756 milioni, pari al 14,23%, sono stati assegnati all'ospedalità accreditata.

Le strutture private accreditate dichiarano però di erogare circa il 30% delle prestazioni ospedaliere complessive, mentre il restante 70% sarebbe garantito dalle strutture pubbliche.

Per il 2024 Aiop indica in 215.942 le prestazioni effettuate dalle case di cura accreditate, per un valore complessivo di 814 milioni di euro, a fronte di un budget di 747,8 milioni. La differenza, pari a circa 66,2 milioni, rappresenterebbe prestazioni effettuate oltre il tetto di spesa e, secondo l'associazione, non remunerate.

Il nodo della mobilità sanitaria

Altro tema sollevato da Aiop è quello della mobilità sanitaria. Nelle tabelle presentate dall'associazione, il saldo negativo legato ai ricoveri effettuati fuori regione viene quantificato in 308 milioni di euro nel 2024 e 314 milioni nel 2025.

C'è poi la questione dei posti letto. La Campania, secondo i dati illustrati da Aiop, dispone di 3,21 posti letto ogni mille abitanti, a fronte di una media nazionale indicata in 3,66.

«Non si possono erogare prestazioni gratuitamente», ha sottolineato Crispino, evidenziando anche la necessità di sostenere gli investimenti in personale, professionalità e apparecchiature. Il rischio, secondo Aiop, è che l'assenza di una programmazione adeguata produca squilibri economici nelle strutture e, soprattutto, ricadute sui pazienti, costretti a rivolgersi ad altre regioni.

Le richieste alla Regione

Aiop chiede alla Regione Campania risposte su quattro fronti: adeguamento dei budget al fabbisogno regionale, sottoscrizione dei contratti, aggiornamento delle tariffe e pagamento delle prestazioni già erogate.

Particolare attenzione viene richiesta per la rete oncologica, la riabilitazione e i pronto soccorso.

«I fondi esistono, lo Stato li ha messi in finanziaria», ha affermato Crispino, facendo riferimento a un incremento del 6,5% che, secondo Aiop, non sarebbe stato riconosciuto al comparto accreditato.

«È da questo che ci stiamo difendendo: da questa mancata programmazione», ha concluso il presidente regionale di Aiop.

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