Sanità, rivolta dei genitori al Monaldi: "Cure interrotte, ci sentiamo abbandonati"
Lettera di 835 famiglie al Governatore: l'eccellenza della cardiochirurgia pediatrica campana rischia il collasso. "Assenza di medici nel weekend e percorsi terapeutici incerti per i piccoli pazienti"
Un grido d’allarme che si trasforma in una battaglia legale collettiva. Sono già 835 – ma il numero sembra destinato a superare quota mille nelle prossime ore – i genitori di bambini affetti da gravi patologie cardiache che hanno deciso di rompere il silenzio, inviando una dura lettera di diffida al Governatore della Campania. Al centro della contestazione ci sono le recenti dichiarazioni istituzionali sulla presunta regolarità dei servizi presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, definite dalle famiglie "insufficienti e distanti dalla realtà".
La fine di un'eccellenza?
Per anni il Monaldi è stato il porto sicuro per migliaia di famiglie del Sud Italia, un centro di eccellenza nazionale per la cardiochirurgia e la cardiologia pediatrica. Oggi, secondo i firmatari della nota, quel presidio di speranza sta subendo un "progressivo smantellamento".
I genitori denunciano una situazione critica fatta di:
Percorsi terapeutici interrotti: cure che non seguono più la regolarità necessaria per patologie così delicate.
Carenza di riferimenti stabili: la perdita di figure cliniche storiche che garantivano la profonda conoscenza dei casi clinici.
Informazioni frammentarie: una gestione comunicativa che lascia le famiglie nell'incertezza più totale.
Il "buco" assistenziale del fine settimana
Uno dei punti più critici sollevati dai legali dei genitori, gli avvocati Sergio Pisani e Pellegrino Comitale, riguarda la gestione del personale medico proveniente da Roma. Secondo quanto riportato nella nota, la continuità assistenziale sbandierata dalle istituzioni sarebbe solo parziale:
"I medici provenienti dalla Capitale non sono presenti nel fine settimana. Questo determina vuoti assistenziali del tutto incompatibili con la gestione di patologie che non conoscono sosta e che possono presentare emergenze in ogni momento."
Le richieste: "Fatti, non parole"
Le famiglie non chiedono più rassicurazioni verbali, ma atti immediati e verificabili. Nella loro istanza chiedono formalmente:
Il ripristino immediato degli standard qualitativi storici della struttura.
Chiarezza assoluta sulla turnazione del personale, che deve essere garantita su base giornaliera (7 giorni su 7).
L’apertura di un tavolo di confronto permanente tra l’amministrazione e le associazioni dei genitori.
In un momento in cui la sanità campana cerca faticosamente di voltare pagina, la vicenda del Monaldi rappresenta una ferita aperta che coinvolge i soggetti più fragili: i bambini. "Siamo stati lasciati soli a gestire situazioni cliniche complesse", concludono i genitori, pronti a portare la loro battaglia in ogni sede finché non sarà garantito il diritto alla salute dei propri figli.