Sanità, dopo Napoli 1 anche le altre Asl campane avviano recupero delle sanzioni
Non presentarsi a una visita medica prenotata senza cancellare l’appuntamento può costare caro. Dopo l’iniziativa dell’Asl Napoli 1 Centro, anche le altre aziende sanitarie della Campania si stanno muovendo per recuperare le somme dovute dagli utenti
La questione è tornata al centro dell'attenzione dopo la decisione dell’Asl Napoli 1 Centro di avviare una vasta operazione di recupero crediti, con circa 85.000 raccomandate destinate ai cittadini che, negli ultimi dieci anni, hanno prenotato visite specialistiche o esami diagnostici senza presentarsi e senza provvedere alla disdetta.
Un'operazione imponente che potrebbe fare da apripista anche per le altre aziende sanitarie del territorio regionale, chiamate a verificare le proprie posizioni debitorie e ad attivare analoghe procedure di recupero.
Raccomandate e richieste di pagamento: cosa sta succedendo
Le somme richieste ai cittadini comprendono il ticket relativo alla prestazione non fruita e le spese amministrative e di spedizione.
In alcuni casi gli importi sono relativamente contenuti, ma la mole delle posizioni interessate rende l'operazione economicamente rilevante. Un esempio segnalato al Vomero riguarda una richiesta complessiva di 26,06 euro, di cui 20,66 euro per il ticket e 5,40 euro per la spedizione.
Secondo i dati diffusi sull'operazione dell'Asl Napoli 1, le richieste di pagamento già avviate ammontano a circa 3,9 milioni di euro. A queste si aggiungono altre 22.000 posizioni ancora in fase di istruttoria, per un valore stimato di circa 900.000 euro.
Il potenziale recupero complessivo si avvicina dunque a 4,8 milioni di euro.
Anche le altre Asl della Campania sotto la lente
L'iniziativa non riguarda soltanto Napoli. Anche le altre aziende sanitarie campane sono chiamate a fare i conti con il fenomeno delle prestazioni prenotate e mai utilizzate, senza una preventiva comunicazione di rinuncia.
L'orientamento è quello di rafforzare i controlli, ricostruire le posizioni pregresse e recuperare le somme eventualmente dovute, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa.
Per il sistema sanitario regionale si tratta di una questione importante: ogni appuntamento non disdetto rappresenta infatti una prestazione che avrebbe potuto essere assegnata a un altro paziente, spesso costretto ad attendere settimane o mesi per ottenere una visita o un esame.
La spinta della Corte dei Conti
Dietro questa accelerazione ci sarebbero anche le attività di controllo e gli accertamenti della Corte dei Conti, che hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di evitare perdite di risorse pubbliche e migliorare la gestione delle entrate delle aziende sanitarie.
L'attività di recupero non si limita alle visite specialistiche non disdette, ma comprende anche altre situazioni, come i ticket dovuti per gli accessi al Pronto Soccorso in codice bianco, laddove previsti.
Attenzione: non disdire una visita può avere conseguenze
Il messaggio per i cittadini è chiaro: quando non è possibile presentarsi a una visita o a un esame prenotato attraverso il CUP, è fondamentale procedere tempestivamente alla disdetta attraverso i canali indicati dall'azienda sanitaria.
La mancata cancellazione, infatti, può comportare una richiesta di pagamento anche a distanza di tempo, purché sussistano i presupposti e siano rispettati i termini e le procedure previste.
La partita del recupero crediti è dunque destinata ad avere un impatto su tutto il territorio campano. Dopo la maxi-operazione dell'Asl Napoli 1 Centro, l'attenzione si sposta sulle altre aziende sanitarie provinciali: l'obiettivo è recuperare risorse, responsabilizzare gli utenti e ridurre gli sprechi in una sanità che continua a fare i conti con liste d'attesa e carenza di disponibilità.