San Biagio a Cervinara: il respiro della fede sulle vette del cuore

La Domenica in Albis la comunità di Cervinara sale all'eremo montano per l'unzione della gola e la festa tra i castagneti del Monte Pizzone.

A cura di Redazione
12 aprile 2026 19:30
San Biagio a Cervinara: il respiro della fede sulle vette del cuore -
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A Cervinara, la Domenica in Albis (la prima domenica dopo Pasqua) non è una data qualunque sul calendario. È il giorno in cui la comunità si riappropria della sua montagna, trasformando il sentiero che conduce all'eremo di San Biagio in un fiume umano di pellegrini, tradizioni e devozione.

Eremo San Biagio 12042026
Eremo San Biagio 12042026

La "Juta": un cammino tra storia e natura

Il cuore della festa è la processione, localmente chiamata la "juta" (andata). Il simulacro di San Biagio, custodito nella chiesa parrocchiale di Valle, viene portato a spalla dai fedeli lungo un percorso che non è solo fisico, ma spirituale. La salita si snoda tra i secolari castagneti del Monte Pizzone. È un rito di fatica e preghiera, dove il profumo della primavera caudina accompagna il passo ritmato dei portatori. La piccola chiesa sulla roccia, sobria e solitaria durante l'anno, si riempie di vita. La sua posizione panoramica offre uno sguardo privilegiato sull'intera Valle Caudina, rendendo il momento dell'arrivo quasi mistico.

Il rito dell'Unzione: il sigillo della devozione

Mentre nel resto del mondo cattolico San Biagio si festeggia il 3 febbraio con le candele incrociate, a Cervinara la tradizione della Domenica in Albis conserva un tratto distintivo e arcaico: l'unzione della gola.

Eremo San Biagio 12042026
Eremo San Biagio 12042026

I devoti si mettono in fila per ricevere dal sacerdote e dai ministranti un segno di croce sulla gola, tracciato con l'olio santo. Questo gesto richiama il miracolo del Santo che salvò un fanciullo da una lisca di pesce e rappresenta una richiesta di protezione per la salute delle vie respiratorie e della voce.

Convivialità e radici: la "Pasquetta di Valle"

Una volta assolto il dovere religioso, la festa esplode nel suo aspetto più popolare. Gli spiazzi circostanti l'eremo si trasformano in una grande tavolata collettiva. È qui che la comunità di Cervinara dimostra la sua ospitalità: protagonisti sono i resti (si fa per dire) delle eccellenze pasquali: tortani, pastiere, soppressate locali e l'immancabile vino rosso. Non mancano i tradizionali giochi il tutto in un'atmosfera giocosa e fraterna.

Questa tradizione non solo sopravvive, ma cresce, ricordandoci che l'identità di un popolo risiede proprio in questi gesti: un cammino in salita, una preghiera sussurrata e un bicchiere di vino condiviso in cima al mondo.

Eremo San Biagio 12042026
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