Salute Mentale ad Airola: Il "trasloco" della vergogna
Pazienti fragili abbandonati a se stessi e costretti a viaggi di 30 km. È questa la sanità del territorio?
Il portone è sbarrato. Non c’è un medico, non c’è un infermiere, non c’è uno psicologo. Da quattro giorni, il Centro di Salute Mentale (CSM) di Airola è un fantasma di cemento. Eppure, a sentire il coro rassicurante dei politici — da Mastella a Errico, passando per il sindaco Falzarano — va tutto bene. Sarebbe solo una "questione di giorni", un "disagio temporaneo" figlio di una decisione burocratica della ASL di Benevento.
Ma la realtà, per chi vive sulla propria pelle la fragilità psichica, è un’altra: è quella dell’abbandono.
La logica del "burocrate" contro la realtà del paziente
La decisione del management ASL, guidato da Tiziana Spinosa, ha del paradossale. Dopo un’ispezione che ha dichiarato i locali di Airola "inadeguati", la soluzione è stata il trasferimento immediato a Puglianello, in Valle Telesina.
Il dato tecnico: Spostare il servizio a Puglianello significa obbligare pazienti spesso non autonomi a percorrere oltre 30 chilometri. Un viaggio insostenibile per chi soffre di patologie socio-sanitarie complesse e basa il proprio equilibrio sulla prossimità e sulla routine del presidio territoriale.
Le promesse del Sindaco: 6 mesi sono "continuità"?
Il sindaco di Airola, Falzarano, sembra aver già deposto le armi della protesta dopo l'incontro con i vertici ASL. Parla di una struttura comunale pronta in "5 o 6 mesi" e bolla come "strumentali" le polemiche. Viene da chiedersi: il Sindaco sa di cosa parla? In sei mesi, un paziente psichiatrico senza terapia e senza riferimento può subire danni irreversibili. Definire "continuità" un vuoto assistenziale di mezzo anno non è solo un errore politico, è un insulto alla dignità dei malati.
Il fronte del "No": I Sindaci della Città Caudina e il PD
Non tutti, però, hanno accettato il diktat della ASL. Il presidente della Città Caudina, Pasquale Fucci, ha alzato la voce denunciando il "sovvertimento delle sicurezze" dei pazienti. Sulla stessa linea Diego Ruggiero (PD), che solleva un dubbio di legittimità: lo spostamento violerebbe l'Atto Aziendale della ASL, che prevede due centri distinti (Airola e Puglianello) proprio in virtù della densità abitativa e della vastità del territorio.
Il "metodo" che fa ribrezzo
Al di là dei metri quadri e delle ispezioni, resta il disgusto per il metodo adottato. Un servizio essenziale è stato tagliato senza preavviso, senza un tavolo di confronto e senza una soluzione alternativa interna al distretto di Montesarchio.
Come sottolineato dalla Presidente della Rete Sociale, Serena Romano, non si può trattare la salute mentale come un trasloco di uffici. Dietro quelle serrande chiuse ci sono vite, terapie farmacologiche interrotte e famiglie lasciate sole a gestire crisi che lo Stato ha deciso di non vedere più.
La domanda resta una: perché non si è cercata una sede sostitutiva nella Valle Caudina prima di chiudere quella esistente? A chi giova questo spostamento verso la Valle Telesina?
Continueremo a monitorare la situazione, perché la dignità dei pazienti non può scadere tra 6 mesi.