Salute mentale, 400 firme raccolte e consegnate per il CSM di Airola

Cittadini e famiglie si mobilitano contro la chiusura del presidio caudino, trasferito a Puglianello. Chiesta la riapertura immediata.

29 maggio 2026 17:49
Salute mentale, 400 firme raccolte e consegnate per il CSM di Airola -
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Oltre quattrocento firme sono state ufficialmente raccolte e consegnate al Sindaco di Airola, al Presidente della Regione Campania Roberto Fico, al Prefetto e ai vertici dell’ASL di Benevento per bloccare l'improvvisa chiusura del Centro di Salute Mentale. La mobilitazione è scattata nei giorni scorsi in tutta la Valle Caudina a seguito del trasferimento immediato di ogni attività assistenziale presso la sede di Puglianello. La decisione ha sollevato un'ondata di forte indignazione tra i familiari dei pazienti e le associazioni locali, determinati a difendere con questo documento ufficiale un presidio sociosanitario che dal 2013 rappresenta un punto di riferimento insostituibile per le persone più fragili.

La reazione della comunità locale mette in luce il dramma umano e logistico di centinaia di famiglie che, da un giorno all'altro, si sono ritrovate private di un supporto vitale a causa della perdita della prossimità delle cure. Spostare i servizi a chilometri di distanza significa infliggere un colpo durissimo a pazienti psichiatrici che necessitano di terapie costanti, somministrazioni farmacologiche precise e interventi domiciliari tempestivi, tutti presidi che rischiano ora una drammatica interruzione. I malati non possono e non devono essere lasciati soli dinanzi alla burocrazia sanitaria, poiché la continuità terapeutica non è un privilegio negoziabile, ma un diritto costituzionale che incide direttamente sulla dignità e sulla stabilità della loro vita quotidiana.

I promotori della protesta evidenziano con forza come questo provvedimento rischi di violare apertamente i Livelli Essenziali di Assistenza e le linee guida nazionali sulla sanità territoriale. Per arginare l'emergenza, la petizione invoca la convocazione urgente di un Consiglio Comunale straordinario e di una conferenza dei servizi allargata a tutte le istituzioni coinvolte. Tra le richieste prioritarie avanzate dai cittadini spiccano l’attivazione immediata di un presidio temporaneo sul territorio caudino e il potenziamento dell'assistenza domiciliare, misure ritenute indispensabili per traghettare i pazienti verso l'individuazione di una sede definitiva a livello locale.

I rappresentanti dei comitati hanno già annunciato che la mobilitazione non si fermerà alle firme ma proseguirà con ulteriori iniziative pubbliche fino a quando non verrà presentato un cronoprogramma chiaro per la riapertura del centro. La salute mentale, ribadiscono con fermezza gli organizzatori, non può essere considerata un servizio marginale o facilmente sacrificabile sull'altare dei tagli logistici. Difendere le mura e l'organico del Centro di Salute Mentale di Airola significa innanzitutto proteggere una comunità vulnerabile che chiede soltanto di non essere invisibile e di poter contare su una sanità accessibile, vicina e profondamente umana.

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