Sacrilegio a Trevico: rubato l'oro della Madonna nella Cattedrale

Un commando di sei malviventi assalta la chiesa di Santa Maria Assunta nella notte: sottratti dieci chili d'oro e la corona storica del 1934.

A cura di Redazione
15 aprile 2026 09:30
Sacrilegio a Trevico: rubato l'oro della Madonna nella Cattedrale -
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Il cuore pulsante di Trevico, il comune più alto della Campania, è stato ferito nel profondo da un’azione criminale senza precedenti che ha lasciato l’intera comunità dell’Irpinia nello sconcerto. Erano circa le 2.50 della notte quando una banda organizzata, composta da almeno sei individui, ha fatto irruzione nella maestosa Cattedrale di Santa Maria Assunta, situata in piazza Nicola Ferrara. Con un’azione rapida e brutale, i malviventi sono riusciti a portare via la cassaforte che custodiva l’intero tesoro della chiesa: oltre dieci chilogrammi d'oro e la preziosissima corona del 1934, simboli non solo di valore materiale, ma di una devozione secolare.

L'allarme è scattato quasi immediatamente, portando sul luogo il sindaco Nicolino Rossi e il parroco don Claudio Lettieri, i quali hanno assistito impotenti ai segni dell'effrazione. I Carabinieri, giunti tempestivamente dalle stazioni di Flumeri e Ariano Irpino, hanno avviato i rilievi per risalire all'identità dei colpevoli, mentre la notizia raggiungeva il vescovo della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, Sergio Melillo, profondamente colpito dall'accaduto.

La gravità del furto va oltre il danno economico, poiché colpisce uno degli edifici di culto più significativi della regione. La Cattedrale, dedicata anche alla Madonna della Libera, sorge su fondamenta antichissime, probabilmente legate a un tempio pagano della dea Trivia. Testimone di oltre millecinquecento anni di storia, l'edificio conserva le reliquie di Sant'Euplio, patrono del borgo, insieme a quelle di Santa Rosalia e San Felice Martire. Questo luogo sacro è uno scrigno di arte e fede che nel 1980, dopo il sisma, aveva restituito alla comunità una splendida cripta affrescata e opere lignee di inestimabile valore. Oggi, quella stessa comunità si stringe nel dolore per la perdita di un patrimonio che apparteneva all'identità collettiva di tutto il territorio irpino.

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