Roccabascerana, il parroco Don Stefano annuncia le dimissioni

Dopo anni di dedizione, il sacerdote lascia la guida della parrocchia tra le polemiche, accendendo un dibattito sul disagio del clero rurale.

27 aprile 2026 10:32
Roccabascerana, il parroco Don Stefano annuncia le dimissioni -
Condividi

Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione per il patrono San Giorgio, Don Stefano di Matteo ha ufficializzato davanti ai fedeli, alle autorità locali e al Vicario la sua decisione di dimettersi dall'incarico di parroco di Roccabascerana. La notizia, giunta in un momento di particolare significato per la comunità, ha innescato un profondo sconcerto e un susseguirsi di commenti contrastanti tra i parrocchiani, divisi tra chi critica le tempistiche della scelta e chi esprime vicinanza al sacerdote per il suo operato dal 2017 a oggi.

La decisione di Don Stefano affonda le radici in un lungo percorso di sofferenza personale, segnato da condizioni di salute precarie che lo avevano spinto, già in passato, a chiedere al Vescovo di potersi dedicare a una vita di preghiera meno gravosa. La sua richiesta sembra essersi scontrata con l'indifferenza dell'autorità diocesana, rivelando una profonda solitudine in cui il sacerdote è stato lasciato operare, circondato da un contesto rurale spesso ostile, caratterizzato da frammentazioni territoriali e da un clima di scarsa partecipazione che ha reso il suo ministero estremamente complesso e isolato.

Il disagio espresso dal parroco non appare come un caso isolato, ma si inserisce in una crisi più ampia che coinvolge diverse parrocchie della zona, dove i sacerdoti faticano a sostenere il peso di una gestione territoriale sempre più gravosa e solitaria. Nonostante i problemi di salute, Don Stefano ha garantito con abnegazione i sacramenti in cinque chiese del comune, gestendo di fatto tre parrocchie in un momento di grave carenza di clero, ricevendo purtroppo, come risposta alla sua disponibilità, anonime calunnie che hanno finito per logorare ulteriormente il suo equilibrio fisico e mentale.

Oltre le polemiche del momento, rimane l'immagine di un uomo che, nel silenzio di chiese spesso vuote, ha saputo farsi carico delle ferite e delle gioie dei suoi fedeli, celebrando quotidianamente l'eucarestia e offrendo ascolto nelle confessioni. È un invito, quello che emerge, a guardare oltre le critiche ingenerose per riconoscere il peso di un servizio svolto in solitudine, sollevando interrogativi necessari su come la comunità e la gerarchia ecclesiastica sostengano chi, con fatica e dedizione, si pone al servizio del proprio gregge.

Segui Informazione Sei