Roccabascerana, gelo a scuola: Viscione e Perrotta attaccano la Giunta

"Basta sprechi e rinvii sul riscaldamento alla Don Peppe Diana: pronti alla diffida per tutelare la salute di bambini e personale scolastico"

A cura di Redazione
01 aprile 2026 17:23
Roccabascerana, gelo a scuola: Viscione e Perrotta attaccano la Giunta -
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Non si placa la polemica politica nel comune irpino, dove i consiglieri di minoranza Stefano Viscione e Antonio Perrotta hanno lanciato un duro atto d'accusa contro l'attuale amministrazione. Al centro della disputa c'è l'impianto di riscaldamento del plesso scolastico "Don Peppe Diana", descritto dai consiglieri come il simbolo di una gestione volta più al consenso elettorale che all'efficienza dei servizi essenziali.

Il "paradosso" dei termostati e i costi dei rammendi

Secondo quanto denunciato dai due esponenti dell'opposizione, la situazione nelle aule avrebbe raggiunto livelli critici. La mancanza di termostati impedirebbe persino la corretta misurazione delle temperature, ma a preoccupare maggiormente è la gestione economica degli interventi:

  • Interventi "tampone": Da oltre un anno si susseguirebbero riparazioni provvisorie.

  • Spreco di denaro pubblico: La somma di questi piccoli interventi avrebbe probabilmente già superato il costo di una caldaia nuova.

  • Priorità discutibili: Mentre si approvano scostamenti di bilancio per attività definite "fantasiose", la scuola resterebbe al freddo.

"Si amministra per il consenso, ignorando la legge. La diffida è un atto obbligato dopo anni di silenzio e speranze nel sole," dichiarano fermamente Viscione e Perrotta.

La strategia del rinvio

L'accusa è quella di voler "tirare a campare" fino al 15 aprile, data convenzionale per lo spegnimento degli impianti. Una strategia che, secondo l'opposizione, non risolve il problema ma ne sposta solo l'onere al prossimo inverno, condannando nuovamente le famiglie a un "calvario" annunciato.

Verso la diffida formale

I consiglieri si dicono pronti a percorrere la strada della diffida formale, un atto estremo che potrebbe portare alla sospensione delle lezioni. Pur consapevoli dei disagi logistici per i genitori, Viscione e Perrotta rivendicano la scelta come una necessità legale e morale:

  1. Rispetto della legge: Esistono normative precise sulle temperature minime negli edifici pubblici.

  2. Tutela della salute: Il benessere degli alunni e del personale non può essere subordinato alla convenienza politica.

"Il consenso elettorale non può valere più della salute dei nostri figli", conclude la nota dei consiglieri. La sfida alla Giunta è aperta: per la minoranza, l'emergenza non si chiuderà con l'arrivo della primavera, ma solo con la messa a norma definitiva di ogni singola aula del plesso.

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