Rivoluzione previdenza: dal 1° luglio scatta l'adesione automatica ai fondi

Cambiano le regole per il Tfr dei neoassunti nel settore privato: addio al silenzio-assenso, spazio a flessibilità e investimenti mirati.

A cura di Redazione
28 giugno 2026 17:50
Notizia verificata · Fonte: Inps · Vedi fonti
Rivoluzione previdenza: dal 1° luglio scatta l'adesione automatica ai fondi -
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A partire dal prossimo 1° luglio, i lavoratori neoassunti nel settore privato — con l'esclusione dei collaboratori domestici — saranno iscritti automaticamente al fondo pensione complementare previsto dai contratti collettivi fin dal primo giorno di lavoro. La misura, introdotta dall'ultima Manovra finanziaria per stimolare la previdenza integrativa in Italia, cancella il vecchio meccanismo del silenzio-assenso e concede ai dipendenti un'unica finestra di 60 giorni per esercitare il diritto di rinuncia.

La nuova normativa stabilisce che, in caso di mancata espressione di una volontà contraria, il trattamento di fine rapporto maturando venga indirizzato direttamente alla previdenza complementare di riferimento, insieme alle quote a carico del datore di lavoro e del dipendente stesso. Qualora il contratto collettivo applicato non preveda un fondo specifico, l'iscrizione si attiverà d'ufficio presso il fondo Cometa, storicamente legato ai metalmeccanici. Chi decide di rinunciare a questo automatismo potrà comunque scegliere di mantenere il Tfr in azienda, fermo restando il trasferimento al Fondo di tesoreria dell'Inps per le realtà dimensionali che lo richiedono, oppure destinarlo a un'altra forma previdenziale di propria scelta.

Un'ulteriore e rilevante novità riguarda la gestione finanziaria delle risorse destinate ai fondi tramite l'adesione automatica, che non confluiranno più di default nel comparto garantito. Le somme saranno infatti investite nella linea di gestione più coerente con l'orizzonte temporale del lavoratore, tenendo conto della sua età anagrafica al momento dell'ingresso. Per tutelare le fasce economicamente più deboli, il legislatore ha previsto che il contributo a carico del lavoratore non sia obbligatorio se la retribuzione annuale lorda risulta inferiore al valore dell'assegno sociale Inps, fissato per il 2026 a 546,24 euro per tredici mensilità.

La riforma non modifica solo la fase di accumulo ma introduce anche una significativa flessibilità al momento dell'erogazione delle prestazioni, superando i vecchi vincoli di capitale. Resta ferma la possibilità di liquidare l'intero montante in un'unica soluzione per chi non raggiunge una determinata soglia legata all'età, ma debuttano nuove formule come le rendite temporanee, le prestazioni frazionate o programmate nel tempo e i mix personalizzati tra capitale iniziale e rendita successiva. Anche per i lavoratori non di prima assunzione sono previste tutele, con l'obbligo per il datore di lavoro di verificare le scelte pregresse e informare il dipendente sulla facoltà di indicare la destinazione del Tfr entro i canonici due mesi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 28 giugno 2026

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