Rissa tra ragazze a Cervinara: il Tribunale assolve ventunenne
Dopo i fatti del 2021 in Piazza Trescine, la giovane difesa dall'avvocato Iorio è stata scagionata dal Tribunale per i Minori di Napoli.
Nel pomeriggio di oggi, il Tribunale per i Minori di Napoli ha mandato assolta C.M.G., la giovane di Cervinara coinvolta in una violenta rissa scoppiata la sera del 17 ottobre 2021. La ragazza, oggi ventunenne ma minorenne all'epoca dei fatti, si era ritrovata al centro di uno scontro fisico tra due fazioni di giovani nella centralissima Piazza Trescine. La sentenza, emessa dal collegio presieduto dalla dottoressa Draetta, chiude una vicenda giudiziaria nata da un episodio che aveva profondamente scosso la comunità locale e l'opinione pubblica nazionale.
L'episodio contestato risale a una domenica d'autunno di cinque anni fa, quando sette ragazze iniziarono ad aggredirsi vicendevolmente con estrema ferocia per motivi definiti futili dagli inquirenti. Lo scontro, caratterizzato da calci, pugni e tirate di capelli, era stato integralmente ripreso dai telefoni cellulari dei numerosi passanti presenti sul posto. Quelle immagini, finite rapidamente in rete, erano diventate virali in poche ore, accumulando migliaia di visualizzazioni e scatenando un'ondata di indignazione per la crudezza delle sequenze mostrate nei video.
Oltre alla violenza fisica tra le giovani, a destare particolare scandalo era stata la reazione della folla che circondava le contendenti durante la zuffa. Invece di intervenire per separare le fazioni o sedare gli animi, molti dei presenti erano stati immortalati mentre incitavano le ragazze a continuare il combattimento, trasformando una rissa di strada in uno spettacolo degradante. L'indifferenza e il cinismo mostrati dagli spettatori avevano sollevato un aspro dibattito sociologico sulla perdita di valori e sul ruolo dei social media nella percezione della realtà giovanile.
Il percorso processuale della giovane C.M.G. si è concluso positivamente grazie alla linea difensiva sostenuta dal suo legale di fiducia, l'avvocato Rolando Iorio. Il difensore è riuscito a dimostrare l'estraneità o l'attenuazione delle responsabilità della sua assistita rispetto ai capi d'imputazione contestati, portando il Tribunale a optare per l'assoluzione piena. La decisione dei giudici napoletani mette dunque un punto fermo sulla posizione giuridica della ragazza, che all'epoca dei fatti non aveva ancora raggiunto la maggiore età.