Ricerca oncologica al bivio: il Pascale rischia di perdere i suoi talenti
Tra contratti PNRR in scadenza e silenzio delle istituzioni, 44 ricercatori scendono in piazza per difendere il futuro della sanità campana.
Martedì 28 luglio, alle ore 16.00, i 44 lavoratori della ricerca e i borsisti del polo oncologico campano si raduneranno in presidio sotto la sede della Regione Campania, in via Santa Lucia a Napoli, per protestare contro la precarietà lavorativa e scongiurare l'avvio dei primi licenziamenti previsti già dal mese di agosto. La mobilitazione, promossa dalla FP CGIL di Napoli, intende accendere i riflettori sulla sorte di un gruppo di professionisti d'eccellenza dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale. Assunti negli ultimi anni grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per potenziare l'attività scientifica del territorio, questi eccellenti specialisti si trovano ora a un passo dal baratro lavorativo a causa della natura temporanea dei finanziamenti.
La fine imminente dei fondi europei rischia di cancellare d'un colpo un patrimonio inestimabile di competenze scientifiche, costruite con dedizione nel corso degli anni e ampiamente riconosciute anche oltre i confini nazionali. Molti di questi ricercatori, infatti, sono giovani professionisti pluripremiati che in passato hanno persino rifiutato allettanti offerte di lavoro all'estero pur di mettere il proprio talento al servizio della comunità locale. La scelta di continuare l'agitazione sotto i palazzi del potere regionale, dopo un primo sit-in organizzato all'esterno dell'istituto, evidenzia l'urgenza di fermare una deriva che penalizzerebbe in primis la lotta contro i tumori in tutta la regione.
Resta sconcertante l'indifferenza con cui la classe politica sta gestendo una crisi annunciata, trasformando un investimento strategico sulla salute pubblica in un ennesimo capitolo di precariato istituzionalizzato. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali, l'obiettivo immediato della protesta è ottenere un ascolto diretto da parte delle istituzioni regionali per garantire la proroga dei contratti in imminente scadenza. Solo un congelamento temporaneo dei recessi permetterà infatti di prendere tempo utile per interpellare direttamente il Ministero della Salute a Roma, avviando così un iter normativo rapido ed efficace per la definitiva stabilizzazione di chi cura e salva vite ogni giorno.