Ragazzo autistico perde sostegno e smette di andare a scuola

Dopo anni di conquiste, la burocrazia toglie il sostegno a un ragazzo autistico. L'appello della madre: "Ridategli il diritto di sognare".

A cura di Redazione
23 febbraio 2026 16:37
Ragazzo autistico perde sostegno e smette di andare a scuola -
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Esistono storie che si scrivono con la fatica di ogni singolo giorno, fatte di piccoli passi che, sommati, diventano maratone eroiche. La storia di Nicolò, tredici anni e un talento che brilla oltre lo spettro dell'autismo, era una di queste: una favola moderna di riscatto, musica e successi. Oggi, però, quella favola si è trasformata in un grido d’aiuto che graffia l’anima.

Il volo interrotto

Per undici anni, Nicolò ha lottato. Grazie a una terapia intensiva, all’amore di una famiglia incrollabile e a una rete sociale attenta, aveva trasformato il silenzio in musica. Frequentava il secondo anno della scuola media a indirizzo musicale, suonava il pianoforte, recitava e vinceva premi artistici. La sua opera, "Siamo Ali della stessa Farfalla", era diventata un manifesto di speranza da Salerno a Parigi.

Nicolò non era solo un successo clinico; era la prova vivente che l'inclusione, quando è reale, può compiere miracoli. Ma la realtà, a volte, è più fragile della bellezza.

La "beffa" oltre il danno: un legame spezzato

Il castello di certezze è crollato quando la continuità educativa — il pilastro fondamentale per un bambino autistico — è stata sacrificata sull'altare delle assegnazioni burocratiche. Dopo tre anni di lavoro simbiotico, l'insegnante di sostegno di Nicolò è stato cambiato.

La denuncia di mamma Annarita è un pugno nello stomaco:

"Alla ferita si è aggiunta la beffa: il precedente insegnante è rimasto nello stesso istituto. Nicolò lo vede ogni giorno, arriva ad aggrapparsi alla sua automobile in scene umilianti che raccontano il suo dolore meglio di qualsiasi relazione tecnica."

Immaginate lo smarrimento di un bambino che vede il proprio "porto sicuro" a pochi metri di distanza, ma non può più raggiungerlo. Il nuovo docente, nonostante gli sforzi, non è riuscito a creare quel ponte empatico necessario. Il risultato? Una regressione attiva preoccupante. Nicolò, il bambino che volava, è precipitato in una disregolazione emotiva che rischia di cancellare anni di progressi.

L'appello: "AAA Cercasi scuola che sappia ancora accogliere"

Dal 6 febbraio, il banco di Nicolò è vuoto. La scuola, che dovrebbe essere il luogo dell'accoglienza, è diventata per lui un "sistema respingente". La rete #iostoconnicolo è nata spontaneamente per sostenere questa battaglia, arrivando fino ai banchi del Parlamento, ma il tempo per Nicolò scorre diversamente: ogni giorno lontano da un ambiente sereno è un pezzo di futuro che si sgretola.

L'appello di Annarita ai Ministri Valditara e Locatelli e alle istituzioni è un atto d'amore estremo: "AAA cercasi nuova scuola per Nicolò".

Non si chiede un privilegio, si chiede giustizia. Si chiede che la burocrazia smetta di essere un muro e torni a essere un servizio. Perché un bambino autistico non è una pratica da evadere, ma una vita che ha il diritto di continuare a suonare la sua melodia.

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