Questa non è medicina. È il fallimento dell'umanità.

Dalle chat dell'inchiesta Monaldi emerge l'orrore: un cuore congelato, "scongelato" con acqua calda e impiantato. Un insulto alla vita.

A cura di Redazione
28 febbraio 2026 11:32
Questa non è medicina. È il fallimento dell'umanità. -
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C’è un limite oltre il quale la malasanità smette di essere "errore umano" e diventa barbarie. Quello che emerge dalle chat dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta tra le mura dell’ospedale Monaldi di Napoli, non è un incidente di percorso: è il racconto di una gestione agghiacciante, un misto di dilettantismo e hybris che ha trasformato una speranza di vita in un macabro esperimento.

Il cuore diventato pietra

Le parole dei sanitari, scambiate su WhatsApp mentre un bambino lottava tra la vita e la morte, sono proiettili. "È una pietra", scrive la caposala. Un cuore che doveva battere, arrivato da Bolzano dopo una staffetta della solidarietà, è stato ridotto a un blocco inservibile. La causa? Una conservazione folle nel ghiaccio secco.

Per chi non mastica di medicina: il ghiaccio secco (anidride carbonica solida) ha una temperatura di circa -78°C. Mettere un organo a diretto contatto con tale sostanza significa condannarlo alla necrosi, alla morte cellulare istantanea. Significa, in parole povere, uccidere il dono prima ancora che arrivi nel petto del ricevente.

Il "rimedio" da cucina: l'acqua calda

Ma l'orrore non si ferma all'errore logistico. Il seguito della conversazione svela una procedura che ha dell'incredibile: "Per scongelarlo lo abbiamo messo nell'acqua calda". Non siamo in una cucina, alle prese con una bistecca dimenticata nel freezer, ma in una delle sale operatorie più rinomate del Sud Italia. Tentare di "scongelare" un muscolo cardiaco con l'acqua calda, sperando nel "miracolo", è un atto di disperazione che calpesta ogni protocollo scientifico e ogni briciolo di etica professionale.

Il silenzio e la coscienza

"Se lo portano sulla coscienza", scrivono le stesse infermiere. Ed è proprio qui il punto. Se le perizie confermeranno che il chirurgo ha deciso di impiantare comunque quell'organo – ormai devastato dal gelo e dallo shock termico – ci troveremmo di fronte a una responsabilità enorme.

Domenico non è morto per una complicanza imprevedibile. Domenico, stando a queste chat, sarebbe stato vittima di:

  • Incuria criminale nella catena di trasporto e conservazione.

  • Ostinazione irrazionale nel procedere con un impianto palesemente compromesso.

  • Un sistema di controllo che ha fallito in ogni suo passaggio.

Un sistema che deve rispondere

L'ospedale Monaldi, per decenni eccellenza della cardiochirurgia, non può cavarsela con il silenzio. La magistratura dovrà chiarire chi ha maneggiato quel ghiaccio, chi ha autorizzato l'uso dell'acqua calda e perché nessuno abbia fermato quella che appare come una folle corsa verso il baratro.

Non si può accettare che nel 2024 (e oltre) la vita di un bambino dipenda da pratiche che sembrano uscite da un manuale di medicina medievale. Il piccolo Domenico aspettava un cuore per ricominciare a correre; gli hanno consegnato un pezzo di ghiaccio e una sentenza di morte scritta su una chat di cellulare.

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