Protesta dei tir in Campania, ancora blocchi e disagi: scaffali vuoti nei supermercati
Autotrasportatori in presidio tra Napoli e Caserta contro il caro-gasolio. Rallentamenti sull’Asse Mediano, criticità ai caselli di Nola e Napoli Nord. Atteso il confronto con Salvini, mentre la distribuzione alimentare resta in difficoltà.
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Anche oggi, martedì 20 ottobre, la mobilitazione contro il caro-carburante e l’aumento dei costi di gestione continua a provocare disagi alla circolazione e ripercussioni sulla distribuzione delle merci. Al centro della vertenza c’è l’incontro previsto alle 15 a Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e i rappresentanti della categoria, chiamati a cercare una soluzione a una crisi che sta mettendo sotto pressione l’intera filiera logistica.
A1 e A30, traffico in difficoltà
La situazione più delicata interessa l’asse autostradale tra Napoli e Caserta. Secondo gli aggiornamenti diffusi dall’Ansa alle 11.55, sull’A1 Milano-Napoli si registrano code alla barriera di Napoli Nord in entrambe le direzioni e circa due chilometri di coda tra Napoli Nord e Caserta Nord, verso Roma.
Sull’A30 Caserta-Salerno, invece, risulta chiusa l’uscita di Nocera Pagani da entrambe le provenienze. Rallentamenti vengono segnalati anche in corrispondenza del casello di Nola, con code in uscita per chi arriva da Salerno e in entrata in entrambe le direzioni. Per raggiungere Nola, le indicazioni riportate dall’Ansa consigliano percorsi alternativi attraverso Tufino, con deviazioni differenziate in base alla provenienza.
La protesta coinvolge inoltre l’area di Avellino Est e diversi punti della viabilità regionale. Nella mattinata, l’Asse Mediano tra Giugliano e Melito è rimasto interessato da un blocco che ha ridotto la circolazione a una sola corsia, con conseguenti rallentamenti per chi si dirige verso Napoli.
Presidi tra Caserta e Napoli
I camionisti mantengono i presidi nelle aree strategiche della logistica campana. Le segnalazioni riguardano il casello di Nola, gli accessi autostradali nel Casertano e le zone industriali e interportuali utilizzate per il trasporto e lo smistamento delle merci.
Tra i punti interessati dalla mobilitazione figurano le aree di Carinaro-Teverola e Maddaloni-Marcianise, oltre ai collegamenti verso Acerra e Afragola. La protesta ha coinvolto anche il porto commerciale di Napoli, dove nella giornata di lunedì era stato segnalato il blocco del varco Bausan.
Rispetto alle ore più difficili della giornata precedente, è stata abbandonata la modalità dei cosiddetti tir lumaca sulle autostrade. Restano tuttavia i presidi e le iniziative che incidono sulla fluidità del traffico e sulla movimentazione dei carichi.
Supermercati, scaffali sempre più vuoti
Le conseguenze più immediate si avvertono anche nei punti vendita. Tra Napoli e Caserta aumentano le difficoltà di approvvigionamento, soprattutto per i supermercati della grande distribuzione organizzata che dipendono dai depositi e dai centri logistici del Casertano.
Nell’area industriale di Carinaro-Teverola, in particolare, le operazioni di carico e scarico delle merci risultano compromesse dalla protesta. Lo stop dei rifornimenti si ripercuote sulla disponibilità di diversi prodotti, con particolare attenzione agli alimenti freschi e alle merci che necessitano di consegne frequenti.
Una situazione che rischia di estendersi se la mobilitazione dovesse proseguire. I piccoli alimentari e i minimarket, che possono contare in parte su fornitori e produttori locali, stanno contribuendo ad attenuare le difficoltà, senza però poter compensare interamente le carenze della grande distribuzione.
La trattativa può sbloccare la situazione
La giornata è quindi decisiva per il futuro della mobilitazione. Gli autotrasportatori chiedono risposte concrete all’aumento del prezzo del gasolio e ai costi che gravano sulle imprese, denunciando le difficoltà di sostenere le spese di esercizio con le tariffe attuali.
Il confronto con Salvini potrebbe rappresentare un passaggio determinante per arrivare a un’intesa e favorire il graduale ripristino della circolazione delle merci. Fino a quando non arriveranno indicazioni chiare sull’esito della trattativa, in Campania restano l’incognita sulla durata dei presidi, i disagi per gli automobilisti e la preoccupazione per la continuità degli approvvigionamenti.
Per famiglie, commercianti e imprese, la questione non riguarda più soltanto il costo dei trasporti: il protrarsi dei blocchi rischia di incidere sulla disponibilità dei prodotti e di alimentare ulteriori tensioni lungo la filiera, in una fase già segnata dal caro-vita.