Processo "Dolce Vita": al via domani l'udienza per l'ex sindaco Festa
Dopo due anni dall'inchiesta che scosse Avellino, inizia il dibattimento per l'ex primo cittadino e altri 25 imputati tra corruzione e falso
Il 18 aprile 2024, l'inchiesta "Dolce Vita" portava agli arresti domiciliari Gianluca Festa, dimessosi poche settimane prima dalla carica di sindaco di Avellino, innescando un terremoto giudiziario e politico. Domani, venerdì 24 aprile 2026, si aprirà presso il tribunale di Avellino la prima udienza del processo che vede l'ex primo cittadino e altri 25 imputati rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso e ricettazione.
Il collegio giudicante, presieduto dalla giudice Sonia Matarazzo con a latere Fabrizio Ciccone e Michela Eligiano, provvederà all'unificazione dei due procedimenti penali attualmente pendenti, includendo sia la posizione di Festa, che aveva optato per il giudizio immediato, sia quella degli altri soggetti rinviati a giudizio dal Gup Mauro Tringali nel novembre 2025. Dopo la formale costituzione delle parti, tuttavia, è atteso un immediato rinvio del dibattimento a data da destinarsi a causa del recente trasferimento della giudice Matarazzo presso il tribunale di Salerno.
L'iter giudiziario, che punta a fare luce sulla gestione amministrativa e politica del capoluogo irpino durante l'amministrazione Festa, si presenta dunque complesso sin dalle sue prime battute. Il presidente del tribunale sarà infatti chiamato a individuare un nuovo magistrato per sostituire la presidente del collegio, un passaggio tecnico necessario per garantire la continuità e la regolarità del dibattimento che dovrà ora procedere verso il merito delle pesanti accuse contestate dalla Procura.
Nel frattempo, il quadro delle responsabilità penali ha subito una significativa mutazione rispetto alla fase iniziale delle indagini. Lo scorso febbraio, infatti, il Gip Giulio Argenio ha disposto l'archiviazione per altri 22 indagati, tra cui l'attuale sindaca Laura Nargi, già vice di Festa, motivando la decisione con la carenza di elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio, isolando così le posizioni dei 26 imputati che dovranno ora affrontare il processo.