Aggressione choc

Portici, tifoso 34enne in fin di vita dopo l’aggressione con una mazza

Mario Spedaliere è in coma dopo l’aggressione seguita a Puteolana-Portici. La famiglia chiede giustizia. Indagini in corso della Polizia.

26 ottobre 2026 20:31
Portici, tifoso 34enne in fin di vita dopo l’aggressione con una mazza -
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È in condizioni gravissime Mario Spedaliere, 34enne tifoso del Portici, rimasto vittima di una violenta aggressione al termine della partita di Eccellenza tra Puteolana e Portici. Il giovane sarebbe stato colpito alla testa, probabilmente con una mazza da baseball, mentre stava tornando a casa dopo aver assistito alla gara.

Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe avvenuto durante una rissa che avrebbe coinvolto un gruppo numeroso di persone. Stando alle informazioni emerse finora, alcuni ultras con il volto coperto e armati di mazze avrebbero raggiunto a bordo di alcune auto le vetture dei tifosi ospiti, aggredendoli mentre lasciavano la zona dello stadio.

Le indagini e le persone identificate

Sulla vicenda sono in corso le indagini della Polizia, con gli investigatori della Digos di Napoli impegnati, insieme ai carabinieri, a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare i responsabili dell’aggressione.

Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona in cui sarebbe scoppiata la rissa. Al momento, secondo le prime informazioni, sarebbero una decina le persone già identificate dagli investigatori. Gli accertamenti proseguono per chiarire le responsabilità individuali e ricostruire tutte le fasi dell’aggressione.

L’appello della sorella: «Mio fratello è in fin di vita»

Le condizioni di Mario Spedaliere sono gravissime. Il 34enne è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico alla testa e si trova in coma. La famiglia vive ore di angoscia e chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

«Mio fratello è in fin di vita, è in coma, non ci hanno dato nessuna speranza, ti devi costituire»: è l’appello rivolto al presunto aggressore dalla sorella della vittima, che chiede a chi ha colpito il fratello di farsi avanti.

«Non si può fare questo per una partita di calcio», ha aggiunto la donna, esprimendo il dolore e la rabbia dei familiari. «Vogliamo giustizia».

La rabbia del padre: «Bisognava gestire meglio la sicurezza»

Anche il padre del giovane, Massimo Spedaliere, ha denunciato le presunte criticità nella gestione della sicurezza prima e dopo la partita, soprattutto nelle fasi di deflusso dei tifosi dallo stadio.

«Le forze dell’ordine potevano gestire meglio la sicurezza nello stadio e soprattutto all’esterno dello stadio: non si fanno uscire le tifoserie ospiti pochi minuti dopo quella casalinga senza scorta», ha dichiarato.

Secondo il padre, qualcosa sarebbe andato storto nella gestione dell’ordine pubblico. Da qui l’appello alle forze dell’ordine affinché vengano individuati al più presto i responsabili della violenza.

«Ringrazio per la solidarietà, faccio un appello alle forze dell’ordine: devono prendere questo assassino», ha concluso.

Mentre proseguono le indagini per identificare gli autori dell’aggressione e chiarire le circostanze in cui è stato ferito il 34enne, resta la drammatica attesa della famiglia, che chiede giustizia per quanto accaduto al termine di una partita di calcio.

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